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Choc a Gerusalemme: una suora aggredita da un colono israeliano

Per la 48enne trauma cranico ed emorragia. Poche ore prima picchiato anche un monaco

 Choc a Gerusalemme: una suora aggredita da un colono israeliano
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Un uomo rincorre una suora, la scaraventa violentemente a terra e poi si allontana. Non contento, torna indietro e la prende anche a calci fino all'intervento di un passante che lo ferma. Le immagini shock diffuse giovedì sera dalla polizia israeliana hanno fatto il giro del mondo e provocato le reazioni di diversi governi europei, Italia compresa.

Il grave episodio è avvenuto nelle vie della Città Vecchia di Gerusalemme e ne è stata vittima una religiosa francese di 48 anni che ha riportato un trauma cranico e un'emorragia. Il presunto autore, un estremista israeliano, un colono 36enne, è stato arrestato poco dopo dalla polizia e ora dovrà rispondere del reato di aggressione a sfondo razziale. La suora, a Gerusalemme per studiare nella scuola biblica e archeologica francese, era solita andare tutti i giorni nella basilica del Santo Sepolcro.

A rivedere il filmato si è resa conto di aver rischiato la vita. Purtroppo non è l'unico atto ostile ai danni di religiosi che si è registrato di recente a Gerusalemme. Poche ore prima, infatti, era stato un monaco trappista a finire nel mirino di un altro soggetto radicalizzato che in un supermercato gli aveva augurato la morte e poi lo aveva strattonato per la barba. Intervenendo sull'aggressione della suora francese, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di un «quadro di crescente ostilità nei confronti della comunità cristiana in Israele, a Gaza, in Cisgiordania e nel Sud del Libano», ripetendo la richiesta al governo israeliano di «garantire la libertà religiosa e la presenza dei cristiani che sono da sempre fautori di pace in Medioriente». Sulla stessa linea il suo omologo francese Jean Noel Barrot per il quale «gli attacchi contro i cristiani si stanno moltiplicando in Terra Santa». L'esponente del governo Barnier ha invocato anche una punizione esemplare per l'autore dell'attacco alla suora. Anche Madrid ha reagito con indignazione alle immagini diffuse dalla polizia di Gerusalemme, esprimendo in una nota del ministero degli Esteri un'«energica condanna» per l'accaduto e chiedendo al governo di Netanyahu di «adottare misure per impedire questo tipo di atti violenti». Intanto, un portavoce della polizia israeliana ha spiegato

in una nota che gli agenti continueranno ad «agire con fermezza e tolleranza zero al fine di preservare e mantenere un clima di convivenza sereno e sicuro per tutte le etnie e religioni nella città di Gerusalemme». Il caso della suora francese ha riacceso i riflettori sulla condizione dei cristiani nel mondo.

In Mozambico, ad esempio, la situazione è decisamente peggiore tant'è che nei giorni precedenti sono riprese le incursioni del terrorismo islamico nella provincia di Cabo Delgado. Questa volta i jihadisti dell'Ahlu Sunnah wa Jamaah se la sono presa con il villaggio di Meza, bruciando la chiesa ed assaltando le missioni dei padri scolopi. Dal 2017 in poi la violenta avanzata dei gruppi islamisti nella provincia a nord del Paese non si è mai arrestata, nel silenzio generale.

Nelle ultime due settimane, prima dell'assalto a Meza si erano verificati in quest'area ben dieci episodi di sangue attribuiti ai gruppi jihadisti. Negli ultimi nove anni il numero delle vittime del terrorismo islamico ha raggiunto quasi quota 7mila e ad essere nel mirino sono soprattutto i villaggi cristiani.

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