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Ecco perché Jacques Moretti è stato liberato: cosa prevede la legge svizzera

L'uomo è stato scarcerato dal tribunale delle misure coercitive di Sion: ecco cosa è successo

Ecco perché Jacques Moretti è stato liberato: cosa prevede la legge svizzera
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La cauzione di 200.000 franchi svizzeri (circa 215.000 euro) è stata pagata e Jacques Moretti, in carcere dal 9 gennaio per la strage di Capodanno avvenuta a Crans-Montana, è tornato libero. A quanto pare sarebbe stato un amico a pagare la somma.

La notizia, diffusa questa sera, ha ovviamente generato pesantissime polemiche e dure condanne. Tante anche le domande. Cosa prevede la legge svizzera? Una cosa del genere è davvero possibile? Secondo il tribunale delle misure coercitive di Sion, che ha competenza sulla delicata faccenda, la cauzione pagata, così come le misure restrittive in atto, come il divieto di lasciare la Svizzera e l'obbligo di firma, sarebbero sufficienti a garantire la presenza sul territorio di Moretti. Nessuno pericolo che l'uomo faccia perdere le sue tracce.

Le autorità hanno fatto sapere che vi è stata una nuova valutazione del rischio di fuga, oltre a un'importante considerazione sul tipo di rapporto esistente fra la natura del rapporto fra l'imputato e il soggetto che ha versato la cauzione. Si tratta di un amico stretto di Moretti. Il denaro è stato versato sul conto corrente della procura della Repubblica locale.

Moretti ha il divieto di lasciare il territorio elvetico, l'obbligo di depositare i suoi documenti d'identità e l'obbligo di presentarsi ogni giorno presso un posto di polizia. Niente braccialetto elettronico, che non è stato considerato necessario.

Il sistema giuridico svizzero, del resto, non è uguale a quello italiano, ed ha evidenti differenti per quanto riguarda l'applicazione delle misure cautelari. Ad esempio, la carcerazione preventiva è una misura estrema, applicata solo in caso di rischio concreto di fuga, collusione o recidiva.

Vi è però la possibilità di modificare la detenzione, sostituendola con una garanzia finanziaria che, in teoria, dovrebbe scoraggiare l'indagato dal compiere un tentativo di fuga.

Chiaramente ciò non ha fatto piacere all'Italia, e da parte della politica c'è stata una reazione netta. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiederà presto conto alle autorità svizzere.

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