Leggi il settimanale

Iran, raid nell'ospedale: i pasdaran sparano per arrestare i manifestanti ricoverati

I video diffusi mostrano anche le forze di sicurezza attaccare i cittadini radunati nei locali dell'ospedale con gas lacrimogeni e manganelli

Iran, raid nell'ospedale: i pasdaran sparano per arrestare i manifestanti ricoverati
00:00 00:00

Nel contesto di una nuova fase di forte tensione interna, dall’Iran giungono preoccupanti notizie relative a un grave episodio avvenuto nella città occidentale di Ilam, a circa 515 chilometri da Teheran.

Numerosi video circolati online mostrano forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa fare irruzione in un ospedale cittadino, dove si trovavano manifestanti feriti in seguito agli scontri dei giorni precedenti. Nelle immagini, risalenti al 4 gennaio scorso, si vedono agenti armati entrare nelle corsie e nei reparti; secondo attivisti e testimoni, durante l’operazione sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco, con l’uccisione di alcuni manifestanti ricoverati.

Le autorità iraniane hanno ammesso che si è verificato un “incidente in un ospedale nella città di Ilam”, senza però fornire un bilancio ufficiale delle vittime né dettagli sulle modalità dell’intervento. Le versioni ufficiali parlano di un’operazione di sicurezza legata ai disordini in corso nella provincia, mentre organizzazioni per i diritti umani e fonti indipendenti denunciano una violazione grave delle norme che tutelano strutture sanitarie e personale medico.

Report indicano che, in seguito alla violenta repressione delle proteste nella contea di Malekshahi, provincia di Ilam, il 3 gennaio 2026, che ha provocato l'uccisione di almeno tre persone e il ferimento di molte altre, agenti governativi hanno ripetutamente fatto irruzione nell'ospedale Khomeini di Ilam negli ultimi due giorni. Distruggendo le porte d'ingresso e forzando l'ingresso nei reparti e nelle stanze, hanno cercato di arrestare i manifestanti feriti e di trasferire forzatamente i corpi delle vittime. Queste azioni hanno incontrato la resistenza delle famiglie e del personale ospedaliero, con diversi membri dell'équipe medica picchiati per aver prestato soccorso ai feriti.

I video diffusi mostrano anche le forze di sicurezza attaccare i cittadini radunati nei locali dell'ospedale con gas lacrimogeni e manganelli, e aprire il fuoco. A seguito di queste incursioni, l'erogazione dei servizi medici è stata gravemente compromessa e la vita dei feriti, così come degli altri pazienti ricoverati in ospedale, è stata messa in grave pericolo; al punto che diversi bambini malati sono stati trasferiti in terapia intensiva in condizioni inadeguate.

L’episodio ha suscitato una dura reazione internazionale. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato l’irruzione, definendola una grave violazione dei diritti umani e ribadendo che ospedali e luoghi di cura non devono essere teatro di operazioni militari o di polizia. Washington ha chiesto alle autorità iraniane di garantire trasparenza e di accertare le responsabilità individuali.

In risposta alle pressioni interne ed esterne, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incaricato il ministero dell’Interno di istituire una squadra speciale per condurre un’indagine approfondita su quanto accaduto a Ilam. La presidenza ha sottolineato che l’inchiesta dovrà chiarire le dinamiche dell’intervento e verificare eventuali abusi da parte delle forze di sicurezza.

La polizia iraniana ha, intanto, sparato gas lacrimogeni contro manifestanti e negozianti che protestano e scioperano per il decimo giorno consecutivo, in particolare al Gran Bazar e ai grandi mercati di diverse aree di Teheran. Gli scioperi continuano anche in altre città, come Shahr-e Kord, Shiraz, Kovar, Yazdanshahr e Isfahan.

I negozianti e la gente gridavano slogan come "Abbasso il dittatore", "Questa è l'ultima battaglia, Pahlavi tornerà" e "Non Gaza, non Libano, io muoio per l'Iran". I video pubblicati da Iran International mostrano il lancio di lacrimogeni anche all'interno della metropolitana di Khordad-15 dove si trovavano anche dei bambini.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica