Leggi il settimanale

Spionaggio all’ombra della guerra: così Kiev smaschera una rete del KGB bielorusso

Un’operazione congiunta di GUR MO e SBU ha neutralizzato un’attività di intelligence del KGB RB. Arrestata a Kiev una cittadina bielorussa accusata di spionaggio e infiltrazione informativa

Spionaggio all’ombra della guerra: così Kiev smaschera una rete del KGB bielorusso
00:00 00:00

Un’articolata attività di controspionaggio condotta dalle agenzie di sicurezza ucraine ha portato alla neutralizzazione di un’operazione d’intelligence straniera riconducibile al Comitato per la Sicurezza dello Stato della Repubblica di Bielorussia (KGB RB). L’operazione, caratterizzata da un’elevata complessità tecnica e da una pianificazione multilivello, conferma l’intensificazione del confronto informativo e cognitivo che accompagna il conflitto russo-ucraino e il più ampio scenario di sicurezza dell’Europa orientale.

Cosa sappiamo

Secondo quanto si apprende dai canali dei servizi segreti di Kiev, l’azione è stata sviluppata attraverso una stretta cooperazione tra la sicurezza interna della Direzione Principale dell’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina (GUR MO) e il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU), con il coordinamento procedurale dell’Ufficio del Procuratore Generale (OPG). Le attività investigative, protrattesi per diversi mesi, hanno incluso sorveglianza tecnica, monitoraggio delle comunicazioni, analisi dei contatti e operazioni di controinformazione. L’obiettivo era identificare e contenere un tentativo di penetrazione in uno dei segmenti sensibili dell’intelligence militare ucraina, riducendo al minimo il rischio di compromissione informativa.

Profilo dell’agente e metodologia di intelligence

La persona arrestata, una cittadina bielorussa di 35 anni, risulterebbe attiva come risorsa informativa del KGB RB dal 2015. Nel 2020 sarebbe stata ridispiegata in Ucraina con una copertura di tipo mediatico-giornalistico, funzionale all’accesso a fonti aperte qualificate (OSINT) e a contesti relazionali ad alta densità informativa. Nell’ambito della controoperazione, GUR MO e SBU hanno attuato una classica strategia di “controlled leak”, ovvero “inganno controllato”, veicolando deliberatamente informazioni alterate per testare le procedure di trasmissione, individuare i canali di esfiltrazione dei dati e mappare la catena di comando esterna. Tale approccio ha consentito di ricostruire con precisione le modalità operative, i ritmi di reporting e i meccanismi di validazione delle informazioni da parte del servizio estero.

Quali erano gli obiettivi secondo Kiev

Dalle risultanze investigative emerge che l’agente aveva ricevuto incarichi mirati alla raccolta di dati su cittadini bielorussi e russi impegnati militarmente a sostegno dell’Ucraina, nonché alla creazione di contatti informali con ambienti diplomatici stranieri presenti a Kiev, inclusi rappresentanti della Repubblica Popolare Cinese (RPC). Dopo il consolidamento di una solida base probatoria, le autorità ucraine hanno proceduto all’arresto nella capitale e al sequestro di dispositivi elettronici, tra cui smartphone e apparecchi di registrazione audio, utilizzati per l’acquisizione e la trasmissione di informazioni classificate.

L’indagata si trova attualmente in custodia cautelare e, secondo il quadro normativo ucraino in materia di sicurezza dello Stato, rischia una pena fino a quindici anni di reclusione con confisca dei beni, a testimonianza della crescente rigidità dell’apparato giuridico di Kiev nel contrasto alle minacce ibride e alle operazioni di intelligence ostile.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica