L'omosessualità, la vita da escort, i problemi di mente: chi era Joel Cauchi, il killer di Sydney

Già noto alle forze dell'ordine, il quarantenne ha assassinato sei persone in un centro commerciale

L'omosessualità, la vita da escort, i problemi di mente: chi era Joel Cauchi, il killer di Sydney
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È di sei morti e svariati feriti il bilancio dell'attentato al centro commerciale Westfield di Bondi Junction, a circa 3 chilometri da Sydney. Il killer, identificato come Joel Cauchi, è stato raggiunto e ucciso da un colpo di arma da fuoco esploso dagli agenti intervenuti sul posto. Secondo le prime ricostruzioni, non si tratterebbe di un atto terroristico ma di un gesto isolato. Il movente dell'azione del quarantenne non è ancora noto, ma chi è l'assassino che ha sconvolto l'Australia? In queste ore stanno emergendo le prime informazioni sul suo conto: in primis era già noto alle forze dell'ordine. Ma non solo.

Come confermato dalla polizia del Queensland, l'attentatore di Sydney era affetto da problemi mentali sin dall'adolescenza e questi sarebbero strettamente collegati con la strage. In una nota, i suoi genitori, Andrew e Michele, hanno descritto le azioni di Joel Cauchi"davvero orribili", esprimendo le loro condoglianze alle famiglie delle vittime: "Siamo assolutamente devastati [...] Non ce l'abbiamo con l'agente di polizia (l'ispettore Amy Scott, ndr) che ha sparato a nostro figlio perché stava solo facendo il suo lavoro per proteggere gli altri e speriamo che se la cavi bene".

Il killer di Sydney non aveva precedenti penali ma era noto alle autorità e alle agenzie sanitarie governative dall'età di 17 anni, quando gli venne diagnosticata la schizofrenia. Ma sta emergendo un altro dettaglio sulla sua vita privata: dichiaratamente omosessuale, il quarantenne era un gigolò. Recentemente aveva pubblicato alcuni annunci su diversi siti di escort online, dove si presentava come un uomo di bell'aspetto, atletico, in cerca di divertimento, e offriva dozzine di "servizi a porte chiuse", senza lesinare descrizioni esplicite.

Una vita particolarmente trasgressiva ma all'apparenza normalissima, da perfetto docente di inglese, secondo i suoi cari. Sui social più tradizionali come Facebook e Instagram condivideva foto e post dedicati alle sue passioni, a partire dal surf e dal cibo.

Secondo uno degli annunci più recenti, era alla ricerca di un alloggio condiviso, senza dimenticare l'appello per aspiranti compagni di viaggio per una gita in New South Wales. Nessun campanello d'allarme. Almeno fino al terribile attacco con coltello di Sydney.

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