Italia e Germania rilanciano il loro asse politico e strategico nel cuore dell’Unione europea. Al termine del vertice intergovernativo svoltosi a Roma, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno firmato il Protocollo su un Piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e Ue, documento che ribadisce la centralità del legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti e l’impegno comune al rispetto del diritto internazionale, inclusi i principi di integrità territoriale e sovranità.
"Tenevamo ad esserci a questo business forum. Questa giornata rappresenta l'inizio di una stagione nuova nei rapporti tra Italia e Germania", ha detto Meloni nel suo indirizzo di saluto al business forum tra Italia e Germania. Tra Italia e Germania c'è un "partenariato economico strategico" che serve non solo alle nostre economie, ma all'Europa, "siamo il cuore pulsante dell'industria europea", un motore che permette all'Europa di essere "credibile" per poter contare nel mondo, ha sottolineato Meloni, rivolgendosi alle aziende del business forum Italia-Germania.
“L’Unione Europea è sempre stata particolarmente forte se era in affanno, se era sotto pressione. Siamo determinati, siamo forti, siamo affidabili e soprattutto siamo coesi verso l’interno”, ha dichiarato Merz, sottolineando che la compattezza europea è essenziale per affrontare sfide globali e rafforzare la competitività economica: “Questo riguarda anche il rapporto tra la Germania e l’Italia, che da 75 anni hanno un rapporto stabile e concreto, fondato sulla cooperazione e sul partenariato”.
Rilancio dell’asse italo-tedesco e centralità del legame transatlantico
Nel testo dell’intesa, Roma e Berlino sottolineano come un rapporto solido con Washington resti un pilastro della sicurezza europea, fondato su valori condivisi e interessi convergenti, in una fase internazionale segnata da conflitti aperti, instabilità regionale e competizione tra grandi potenze. Parallelamente, i due governi riaffermano la propria responsabilità, in quanto Stati fondatori dell’Unione europea, di promuovere l’integrazione comunitaria affinché l’Ue sia in grado di agire in modo più efficace nella tutela dei propri valori e interessi strategici.
Il vertice ha rappresentato anche un momento di rilancio politico del dialogo bilaterale dopo mesi di confronto intenso su dossier europei cruciali. Italia e Germania hanno condiviso la necessità di rafforzare la capacità decisionale dell’Unione, riducendo frammentazioni interne e accelerando le riforme che incidono su competitività, mercato unico e politica industriale. Un’attenzione particolare è stata riservata alle catene di approvvigionamento e alle materie prime critiche, tema divenuto centrale nel dibattito europeo alla luce delle dipendenze esterne e delle tensioni geopolitiche globali.
Competitività, mercato unico e riforme: le priorità condivise di Roma e Berlino
Un altro tema centrale emerso dal vertice riguarda il rafforzamento della competitività dell’industria europea, indicato come una delle priorità comuni dell’Unione europea. “Abbiamo due compiti fondamentali davanti a noi: rendere l’industria più competitiva e fare di più insieme”, ha dichiarato Merz, evidenziando la forte convergenza tra Roma e Berlino sulle principali sfide europee. Secondo il cancelliere, l’Europa deve concentrarsi sulle questioni essenziali e ridurre la burocrazia per tornare a crescere. Sul fronte commerciale, Merz ha definito l’accordo con il Mercosur una svolta, annunciando che seguiranno nuovi accordi, in particolare con l’India. “Non può essere che anche i futuri ci vogliano 25 anni per concludere un accordo commerciale, come è successo con Mercosur”, ha detto il cancelliere tedesco nel suo intervento al forum.
I due leader, inoltre, si impegnano a chiedere "riforme strutturali, un conseguente programma di semplificazione, autocontrollo legislativo, un'attuazione non burocratica e favorevole alle imprese e alle Pmi delle iniziative dell'Ue, nonché il miglioramento delle condizioni quadro senza compromettere gli obiettivi politici e gli standard pertinenti". Per Roma e Berlino "una stretta cooperazione congiunta sull'attuazione della strategia per il mercato unico contribuirà a ridurre gli ostacoli rimanenti, in particolare alla libera circolazione di beni e servizi".
Cooperazione su sicurezza, difesa e principali dossier geopolitici globali
Il sostegno all’attuazione del piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza e l’impegno a lavorare per una soluzione a due Stati figurano tra i punti centrali del Protocollo. Nel documento, Roma e Berlino affermano che il loro dialogo politico sarà strettamente coordinato anche in risposta alla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, includendo le sanzioni, il sostegno alla resilienza del Paese e agli sforzi di ricostruzione. Il cancelliere tedesco ha espresso forti riserve sul Board of Peace per Gaza promosso dal presidente americano Donald Trump, nella sua attuale formulazione.
"Già qualche settimana fa ho detto al presidente Trump che sarei personalmente disposto a far parte di un Consiglio di pace, qualora si trattasse di un organismo in grado di accompagnare il processo di pace a Gaza e, in una seconda fase, anche il disarmo di Hamas", ha spiegato Merz nel corso della conferenza stampa congiunta con Meloni. Il cancelliere ha tuttavia chiarito che "così com’è strutturato oggi il Consiglio di pace, già per le sue modalità di governance e per ragioni di diritto costituzionale, non possiamo accettarlo", sottolineando al contempo che Berlino resta aperta al confronto: "Siamo certamente disposti a discutere nuove forme di cooperazione con gli Stati Uniti". Merz ha aggiunto che l’obiettivo resta quello di individuare un nuovo format capace di garantire e avvicinare la pace, non solo a Gaza e in Medio Oriente, ma anche in Ucraina.
Merz ha spiegato che negli ultimi giorni il confronto con i partner europei sulla situazione della Groenlandia e della Danimarca è stato costante, sottolineando come vi sia una posizione condivisa sulla necessità che l’Europa faccia di più per la sicurezza dell’Artico. In questo quadro, il cancelliere ha assicurato che la Germania rafforzerà il proprio contributo, ribadendo al contempo la piena solidarietà europea alla Danimarca e alla popolazione della Groenlandia, nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale.
Il Piano d’azione prevede un dialogo strutturato su un ampio arco di aree geopolitiche considerate strategiche: dal Medio Oriente, comprese la regione del Golfo e la Penisola Arabica, al Nord Africa – con particolare attenzione alla Libia – passando per il Sahel, il Corno d’Africa, il Mediterraneo orientale, i Balcani occidentali, fino alla Cina, all’Indo-Pacifico e all’Artico. Centrale anche il coordinamento sulle relazioni esterne dell’Unione europea con i principali partner internazionali.
Diritti, migrazioni e valori comuni al centro del nuovo Piano d’azione
Nella parte iniziale del documento, Roma e Berlino richiamano anche la sfida comune della migrazione irregolare, da affrontare in modo coordinato ed efficace, prevedendo il rafforzamento dei partenariati globali, con un’attenzione particolare al continente africano. I due leader ribadiscono inoltre l’intensità dell’amicizia tra Italia e Germania, fondata su radici storiche e culturali profonde e su valori condivisi di libertà e democrazia.
Nel protocollo, i due Paesi confermano anche l’impegno comune per la tutela dei diritti umani e la lotta a razzismo, antisemitismo e discriminazioni, con attenzione ai gruppi vulnerabili.
Il documento ribadisce inoltre la cooperazione per l’uguaglianza di genere, il contrasto alla violenza contro donne e ragazze, il sostegno alle persone con disabilità e la difesa della libertà dei media. Viene infine riaffermata la volontà di promuovere la memoria delle atrocità della Seconda guerra mondiale e dell’Olocausto.