Cronaca internazionale

Trasbordi e manovre non lineari in mare: cosa stanno facendo le Ong nel Mediterraneo

Un trasbordo e tre interventi per le tre navi Ong che operano da giorni davanti alla Libia: intanto è iniziata la propaganda buonista rivolta all'Italia

Trasbordi e manovre non lineari in mare: cosa stanno facendo le Ong nel Mediterraneo

Le tre navi delle Ong che da giorni pattugliano le acque al largo della Libia hanno iniziato a prendere a bordo i primi migranti. La nave Humanity 1 continua a muoversi avanti e indietro davanti alle coste di Zuara insieme alla nave Louise Michel, mentre la Geo Barents si muove nell'area davanti a Tripoli. La nave Louise Michel sta operando in quest'area quasi come una lancia di appoggio, forte della sua diversa stazza e struttura, tanto che nelle ultime ore è stata protagonista di un intervento di recupero in coordinamento con Humanity 1. Tutte le imbarcazioni Ong ora impegnate davanti alla Libia battono bandiera tedesca.

Oltre 100 migranti sulla Geo Barents

Tra ieri pomeriggio e quest'oggi, la nave Geo Barents ha effettuato due interventi, che hanno portato a 164 il numero di migranti attualmente presenti a bordo dell'imbarcazione. Dalle Ong è iniziata la solita propaganda che spinge sul lato emotivo degli italiani: infatti, per ragioni che non sono comprensibili (o forse sì), nel profilo italiano della Ong proprietaria della nave, Msf, è stato pubblicato un video in italiano in cui si racconta la storia di un bambino di 10 anni, che avrebbe viaggiato da solo per 15 ore a bordo di un gommone prima che la nave lo intercettasse. Questo video risulta essere presente nel profilo internazionale della Ong, ma senza tweet di traduzione, come se l'obiettivo sia quello di sensibilizzare esclusivamente un'utenza di lingua italiana.

Al di là della solita propaganda delle Ong, atta il più delle volte a distogliere l'attenzione su quelli che sono i reali temi legati alle loro azioni in mare, rimane il dubbio sul motivo per il quale la nave, una volta effettuato il primo intervento, non abbia girato la prua verso un porto sicuro, tenendo con se a bordo per altri giorni oltre 70 migranti. Una domanda che ilGiornale.it questa mattina si è posto e alla quale è arrivata (indirettamente) una risposta da parte della Ong. Msf fa sapere: "Nelle prossime ore rimarremo in questo tratto di mare nell'eventualità in cui ci sia qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto in quella che sappiamo essere la rotta migratoria più mortale al mondo". Una giustificazione molto debole, se si considera che ci sono ben tre navi in uno specchio d'acqua di circa 50 miglia lineari. L'obiettivo delle Ong non è forse quello di portare in salvo i migranti? Perché costringerli a rimanere in mare, anche in condizioni di meteo avverso (come da loro stessi dichiarato)?

I trasbordi tra navi Ong

Sempre questa mattina, seguendo la rotta satellitare delle altre due navi, ci siamo accorti di una manovra della Louise Michel e della Humanity 1 nello stesso braccio di mare. Manovre non lineari che lasciavano supporre un'operazione congiunta. Una conferma è arrivata nel pomeriggio di oggi, a oltre 24 ore di distanza dall'orario dichiarato di intervento. La nave Louise Michel, capace di raggiungere e superare i 18 nodi di velocità massima (la Humanity 1 arriva a fatica a 9), ha individuato un gommone con 103 migranti a bordo.

In base a quanto si apprende, l'equipaggio avrebbe fornito giubbotti di salvataggio, acqua e cibo in attesa dell'arrivo della Humanity 1, arrivata sul posto "dopo diverse ore di attesa per il coordinamento da parte dei centri di coordinamento dei soccorsi". Questa operazione si è svolta attorno alle 12 e in tarda serata, come si legge dall'agenzia Adnkronos, "i comandanti delle due navi hanno deciso in tarda serata di portare a bordo dell'Humanity 1 tutti i soccorsi della Louise Michel". La domanda è sempre la stessa: perché la Humanity 1, nonostante gli oltre 100 migranti a bordo, sta continuando a navigare davanti alle coste libiche? Perché la Louise Michel non ha concluso l'operazione, chiedendo un porto? Dalla Humanity 1 spiegano: "La nostra nave di soccorso più grande dispone di migliori strutture mediche a bordo e offre maggiore protezione dalle condizioni climatiche fredde". La Louise Michel in poche ore sarebbe potuta arrivare in qualunque porto.

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