"Via Netanyahu e ostaggi a casa": cresce la rabbia in Israele

Centinaia di manifestanti israeliani stanno protestando, per il terzo giorno consecutivo, davanti alla Knesset. Ecco che cosa sta succedendo in Israele

"Via Netanyahu e ostaggi a casa": cresce la rabbia in Israele
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Rilascio degli ostaggi, stop al conflitto ed elezioni generali. Centinaia di manifestanti israeliani stanno protestando, per il terzo giorno consecutivo, davanti alla Knesset, il Parlamento di Israele, nel cuore di Gerusalemme. La richiesta dei dimostranti è ben sintetizzata su alcuni cartelli esposti durante la marcia per le strade attorno all'edificio: "Riportateli a casa" (riferito agli ostaggi) e "Fermate la guerra". Nel mirino della folla Benjamin Netanhyahu, per il quale sono state invocate le dimissioni.

Le proteste in Israele

Secondo quanto riportato dalla Cnn, alcuni manifestanti anti governativi hanno violato le barriere di sicurezza vicino alla residenza di Netanyahu. Un video, diffuso sui social, mostra uno scontro tra la polizia e Ayala Metzger, la nuora di uno degli ostaggi detenuti a Gaza. Nella clip si vede Metzger che viene strattonata a terra mentre le forze dell'ordine cercano di confiscarle un megafono che stava portando con sé. Un altro filmato inquadra manifestanti e polizia che si scontrano separati da barricate d'acciaio. Un uomo è addirittura strisciato sotto un veicolo con cannone ad acqua della polizia per impedirgli di muoversi.

Il ministro della Sicurezza nazionale, Ben Gvir, ha criticato i servizi di sicurezza israeliani per aver permesso ai manifestanti di avvicinarsi così tanto alla residenza del primo ministro. "Proprio la settimana scorsa ho avvertito il capo dello Shin Bet del disprezzo per la sicurezza del primo ministro e sono stato respinto. Chiedo che lo Shin Bet si svegli immediatamente e prenda sul serio la sicurezza del primo ministro di Israele e della sua famiglia", ha scritto lo stesso Gvir su X. "Una situazione in cui migliaia di persone si introducono nell'area della casa del primo ministro e lo Shin Bet chiude un occhio è inaccettabile", ha quindi aggiunto il ministro.

Cosa chiedono i manifestanti

Un gruppo di manifestanti sarebbe riuscito a sfondare i livelli di sicurezza avvicinandosi pericolosamente alla residenza di Netanyahu. Le forze dell'ordine hanno arrestato diversi dimostranti e lanciato gas lacrimogeni contro la folla. Gli scontri andranno presumibiulmente avanti fino a tarda serata. È probabile che nelle prossime ore proseguiranno le misure di sicurezza rafforzate e le interruzioni dei trasporti nelle aree più calde di Gerusalemme.

Le richieste dei manifestanti sono cambiate man mano che è cresciuto il malcontento nei confronti del governo di Netanyahu. In un primo momento volevano il rilascio dei prigionieri israeliani, poi, a quasi quattro mesi dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, le proteste sono state dirette contro il governo, accusandolo di non fare abbastanza. Adesso ci sono vere e proprie fiammate anti governative in piena regola. I dimostranti spingono per elezioni anticipate e la rimozione dell'attuale primo ministro.

Chiedono inoltre al governo di garantire immediatamente un cessate il fuoco a Gaza per consentire il ritorno dei prigionieri presi da Hamas, elezioni anticipate e le dimissioni di Netanyahu.

Le proteste civili si aggiungono alla crescente pressione diplomatica su Netanyahu, che dal canto suo continua ad affermare che l’azione militare a Gaza sarebbe l’unico modo per liberare i prigionieri.

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