"La polizia ha ucciso mio cugino". L'annuncio di Black Lives Matter

"Vogliono farmi fare la fine di George Floyd ". La co-fondatrice di Black Lives Matter denuncia l'ennesimo caso di violenza da parte della polizia

"La polizia ha ucciso mio cugino". L'annuncio di Black Lives Matter

"Vogliono farmi fare la fine di George Floyd". Ennesimo presunto caso di violenza da parte della polizia negli Stati Uniti contro un afroamericano. Il 31enne Keenan Anderson, cugino di una delle fondatrici del movimento Black Lives Matter, sarebbe rimasto ucciso dopo che un poliziotto ha premuto con il gomito sul collo e un altro lo ha colpito con una pistola stordente per oltre 30 secondi. È accaduto nel quartiere di Venice, nella zona ovest di Los Angeles, lo scorso 3 gennaio. La polizia di Los Angeles ha avviato un'indagine per fare luce sulla dinamica e accertare eventuali responsabilità. Come riportano i media locali, secondo i funzionari della polizia di Los Angeles Anderson è rimasto coinvolto in un incidente automobilistico presso Lincoln Boulevard poco prima delle 15:40 del 3 gennaio. L'ufficiale di polizia ha dichiarato che quando è arrivato sulla scena, Anderson si stava comportando in modo piuttosto strano e si sarebbe messo a correre. Ad un certo punto l'uomo, in preda al panico, avrebbe urlato: "Aiutatemi, stanno cercando di farmi quello che hanno fatto a George Floyd"

La dinamica

I testimoni hanno riferito che Anderson avrebbe provocato l'incidente. I funzionari della polizia di Los Angeles hanno raccontato che quando sono arrivate altre unità, Anderson è scappato dalla scena dell'incidente, dando il via a un inseguimento a piedi sulle corsie in direzione est di Venice Blvd. Poco tempo dopo, gli agenti hanno raggiunto Anderson che, secondo loro, ha iniziato a opporre resistenza, il che avrebbe portato all'uso della forza da parte degli agenti di polizia. "Gli ufficiali hanno lottato con Anderson per diversi minuti, utilizzando un Taser, peso corporeo, prese e blocchi articolari per superare la resistenza", ha comunicato il Dipartimento di Polizia. Dopo essere stato preso in custodia, i vigili del fuoco di Los Angeles sono stati chiamati sulla scena e hanno prestato assistenza medica. Anderson è stato portato in un ospedale di Santa Monica dove è andato in arresto cardiaco ed è morto, hanno infine concluso le autorità. Un agente di polizia è rimasto ferito nella colluttazione con Anderson.

“Lotteremo per te”

Anderson viene ricordato dalla famiglia come un padre esemplare e come un ottimo insegnante di inglese. La notizia è destinata fare scalpore perché sua cugina, Patrisse Cullors, è una delle co-fondatrici del movimento Black Lives Matter. "Questo è mio cugino Keenan Anderson. È stato ucciso dalla polizia di Los Angeles a Venice il 3 gennaio 2023. Mio cugino era un educatore e lavorava con bambini in età scolare. Era un insegnante di inglese". Ha poi aggiunto: "Keenan meriterebbe di essere vivo in questo momento, suo figlio meriterebbe di essere cresciuto da suo padre. Keenan, lotteremo per te e per tutti i nostri cari colpiti dalla violenza di Stato". Secondo il movimento antirazzista Black Lives Matter, in questi primi giorni del 2023 la polizia di Los Angeles avrebbe ucciso tre persone, inclusi due afroamericani, tra cui lo stesso Anderson e Takar Smith. Il sindaco di Los Angeles, la democratica Karen Bass, ha promesso “indagini approfondite”. “Farò in modo – ha commentato Bass – che le indagini conducano solo alla verità e alle responsabilità. Inoltre, gli agenti coinvolti devono essere messi in congedo immediato”.

Indipendentemente da ciò che determinano queste indagini, la sindaca progressista ha poi sottolineato, “la necessità di un cambiamento urgente è chiara. Dobbiamo ridurre l'uso della forza in generale e non tollero assolutamente l'uso eccessivo della forza”.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica