Leggi il settimanale

"La schiuma ignifuga? Dissero che costava troppo". Un operaio inguaia i Moretti

L’artigiano che realizzò gli arredi del Constellation: "Chiesi di rivestire tutto con materiale ignifugo, ma mi dissero che era troppo caro". La mail inviata agli investigatori non sarebbe mai finita nel fascicolo dell’inchiesta

"La schiuma ignifuga? Dissero che costava troppo". Un operaio inguaia i Moretti

A pochi giorni dalla tragedia che ha devastato il locale Le Constellation di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone nella notte di Capodanno, una segnalazione cruciale sarebbe rimasta ai margini dell’inchiesta. È quella inviata il 3 gennaio da Robert Borbiro, artigiano che nel 2016 partecipò alla realizzazione degli arredi del locale su incarico dei coniugi Moretti.

Nella comunicazione indirizzata agli investigatori svizzeri, l’uomo spiegava di aver proposto, in fase di conferma dell’ordine, un rivestimento in schiuma ignifuga per l’intero ambiente. Una soluzione, sosteneva, scartata dai Moretti per ragioni economiche. “Mi chiamo Robert Borbiro - scriveva - ho realizzato l’arredamento per l’apertura del locale nel 2016. Avevo suggerito un rivestimento ignifugo completo, ma l’opzione è stata rifiutata per motivi di budget”. Un dettaglio che oggi pesa come un macigno.

Le carenze strutturali segnalate

Nella stessa mail, Borbiro riferiva anche di aver rilevato criticità sotto il profilo della sicurezza durante un sopralluogo precedente all’inaugurazione. L’accesso al locale, osservava, avveniva esclusivamente tramite una scala stretta e di ridotte dimensioni, mancava un sistema di ventilazione chiuso, sul retro era presente una piccola porta che conduceva a uno spazio aperto, ma non configurabile, a suo dire, come uscita di sicurezza conforme alle normative.

L’artigiano sottolineava inoltre la propria esperienza come responsabile operativo in Francia per una catena alberghiera tra il 1991 e il 1995, dichiarando di non comprendere come la struttura avesse ottenuto l’autorizzazione all’esercizio. A suo giudizio, l’immobile non avrebbe soddisfatto gli standard antincendio previsti dalla normativa francese. Borbiro si diceva “a completa disposizione” per eventuali approfondimenti. Ma, stando a quanto emerso, nessuno lo avrebbe mai convocato, almeno fino ai primi giorni di febbraio.

La scoperta della mail

A riportare alla luce la comunicazione è stato l’avvocato Sébastien Fanti, che assiste diverse famiglie delle vittime. Il 5 febbraio il legale ha scritto alla Procura di Sion evidenziando come quella mail non risultasse inserita nel fascicolo. Secondo Fanti, il contenuto del messaggio è di particolare rilievo perché proviene da chi ha materialmente curato gli arredi interni del locale tra il 2015 e il 2016. L’assenza del documento tra gli atti, per il legale, non può essere liquidata come una semplice dimenticanza. “Vi sono motivi legittimi per interrogarsi sulla condotta della polizia municipale”, ha scritto, chiedendo che si faccia piena luce sull’accaduto.

Borbiro avrebbe inoltre ricontattato successivamente la polizia cantonale e scritto a due ispettrici, senza ottenere riscontri né convocazioni. Una circostanza che, per la difesa delle famiglie, solleva interrogativi pesanti sulla gestione delle prove.

L’ombra di un incontro riservato dopo la tragedia

Sul fronte delle testimonianze, un altro elemento agita l’indagine. L’avvocata Nina Fournier ha informato la Procura di aver appreso dell’esistenza di un incontro avvenuto pochi giorni dopo il rogo tra i coniugi Jacques e Jessica Moretti e alcuni dipendenti. Secondo quanto riferito alla legale, il 7 gennaio 2026 alle 16, presso il locale Six Senses, si sarebbe svolta una riunione con lavoratori attuali ed ex dipendenti del Constellation, del Senso e del Vieux Chalet. L’ipotesi ventilata è che i gestori possano aver cercato di influenzare i testimoni.

Fournier ha inoltre segnalato che molte delle persone coinvolte vivrebbero “nella paura, persino nell’angoscia” di essere trascinate nella vicenda giudiziaria. I coniugi Moretti, dal canto loro, hanno smentito durante l’interrogatorio qualsiasi coinvolgimento diretto: “I dipendenti si sono incontrati tra loro, noi non c’eravamo”, avrebbe dichiarato Jacques Moretti.

La testimonianza contestata

Tra i testimoni ascoltati figura anche un ex cameriere del Constellation, Hugo Hillebran. In un video girato la notte di Capodanno di cinque anni fa, il giovane invitava i colleghi che trasportavano bottiglie di champagne con bengala accesi a prestare “attenzione alla schiuma” presente sul soffitto. Sentito dagli inquirenti, Hillebran ha difeso i Moretti, sostenendo di non aver mai percepito situazioni di pericolo nel locale e ridimensionando il senso delle sue parole nel filmato. A suo dire, si trattava di una raccomandazione generica per evitare incidenti durante la serata, non di un’allerta su un rischio strutturale specifico.

L’avvocato Fanti, però, ha chiesto il sequestro urgente dei telefoni del testimone per verificare eventuali contatti recenti con la coppia. Secondo il legale, la mancata consegna spontanea del dispositivo agli inquirenti “indebolisce la sua testimonianza” e impone verifiche, anche attraverso l’analisi dei dati di geolocalizzazione, per accertare eventuali incontri presso l’abitazione dei Moretti o l’hotel Six Senses di Crans-Montana.

La denuncia che coinvolge anche il sindaco

Intanto l’inchiesta si allarga anche sul piano istituzionale. Il 26 gennaio due avvocati del Canton Vallese, che rappresentano una persona rimasta gravemente ustionata e i suoi genitori, hanno presentato una denuncia che, oltre ai titolari del Constellation, chiama in causa anche il sindaco di Crans-Montana, Nicola Féraud.

Le ipotesi di reato riportate dai media svizzeri includono lesioni personali colpose, messa in pericolo della vita altrui tramite dolo diretto, incendio colposo e violazioni delle responsabilità previste dalla

legge comunale, in particolare in materia di protezione contro gli incendi e gli elementi naturali. Il primo cittadino avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza della denuncia e non ha rilasciato commenti nel merito.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica