Cronaca internazionale

“Siete gay, lesbiche o trans?”. Le folli domande ai bambini nelle scuole scozzesi

In base a quanto previsto dal programma di un ente benefico arcobaleno, i piccoli - chiamati “Lgbt champions” - potrebbero anche unirsi a “gruppi di alleanza di genere e orientamento sessuale”

“Siete gay, lesbiche o trans?”. Le folli domande ai bambini nelle scuole scozzesi

Ascolta ora: "“Siete gay, lesbiche o trans?”. Le folli domande ai bambini nelle scuole scozzesi"

“Siete gay, lesbiche o trans?”. Le folli domande ai bambini nelle scuole scozzesi

00:00 / 00:00
100 %

Il rapporto Cass sembrava invertire la furia iper-progressista nel Regno Unito, ma la Scozia sta raddoppiando i suoi sforzi per soddisfare le pretese della galassia arcobaleno. Le scuole primarie scozzesi sono infatti invitate a chiedere agli studenti – chiamati “Lgbt champions”, ossia "campioni Lgbt” – se sono gay, lesbiche o trans. Non parliamo di alunni maggiorenni, ma di bambini di appena quattro o cinque anni. Il nadir del buonsenso in nome di un integralismo pericolosissimo.

Secondo i documenti resi noti dal Telegraph, le scuole scozzesi stanno creando club Lgbt e“gruppi di alleanze di genere e orientamento sessuale” per gli alunni come parte della loro adesione a un programma gestito dall’organizzazione benefica Lgbt Youth Scotland. Parliamo di un ente che nel 2023 ha ricevuto quasi 1 milione di sterline dai contribuenti, già noto per le sue battaglie per i bagni gender neutral e per la celebrazione del Transgender Day of Remembrance, ricorrenza che secondo i critici è progettato per rafforzare i miti diffusi dagli attivisti trans.

Una linea in netta contrapposizione rispetto alle conclusioni del rapporto Cass sui servizi di identità di genere del NHS, basti pensare ai pericoli di certi trattamenti medici a bambini e ragazzi. Ma la Scozia ormai è una forte candidata al premio “Paese woke dell’anno”, come testimoniato dall’Hate Crime Act che può prevedere il carcere per chi afferma che esistono solo due generi e non n-mila. Le polemiche sono ovviamente roventi, con i conservatori pronti a dare battaglia. Miriam Cates, co-presidente del gruppo di parlamentari New Conservatives, ha tuonato: “Abbiamo visto dalla Cass Review gli spaventosi risultati dell’utilizzo dei bambini come pedine nelle battaglie politiche degli adulti. Indottrinare i bambini piccoli con ideologie sessualizzate è profondamente immorale e infrange tutti i principi di tutela stabiliti”.

La psicologa Carolyn Brown ha invece posto l’accento sulle possibili conseguenze catastrofiche: “I bambini in età di scuola primaria sono molto suggestionabili e sono ancora in una fase molto precoce del loro sviluppo psicologico ed emotivo. Ciò che stiamo vedendo con l’ideologia di genere nelle scuole è potenzialmente molto dannoso. I bambini non possono sapere se sono Lgbt perché biologicamente, psicologicamente ed emotivamente non ne hanno ancora la capacità”.

La preoccupazione è palpabile considerando i numeri: più di 200 scuole secondarie, più della metà del totale nazionale, e oltre 40 scuole primarie hanno aderito alla “carta” arcobaleno per l’istruzione. Si teme un lavaggio del cervello, un indottrinamento che mina l’innocenza dell’infanzia. Niente può giustificare il reclutamento di bambini di quattro, cinque o sei anni per la causa Lgbt, se non l’intento di promuovere un movimento politico e garantire il continuo finanziamento pubblico delle varie organizzazioni.

Il governo scozzese non sembra intenzionato a ritirare il suo appoggio all’ente, come testimoniato da un portavoce:“Siamo impegnati a fare tutto il possibile per rendere la Scozia il posto migliore in cui crescere per i giovani LGBTQI+. Ciò include il finanziamento di Lgbt Youth Scotland per realizzare una serie di progetti, come il programma della Carta Lgbt”.

Commenti