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"Stop alla politica inclusiva". Il Pentagono contro gli scout woke

Il segretario alla Difesa Hegseth minaccia tagli ai fondi e al supporto militare a Scouting America dopo l’apertura all’inclusione esasperata

"Stop alla politica inclusiva". Il Pentagono contro gli scout woke
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L’amministrazione Usa continua la sua guerra contro il woke. Il nuovo fronte del conflitto culturale americano passa per tende, fazzolettoni e falò. Il Pentagono ha infatti messo nel mirino gli scout, rei di aver smarrito la bussola dei valori tradizionali per inseguire l’ennesima deriva inclusiva. Un braccio di ferro che rischia di trasformarsi in una rottura clamorosa tra il Dipartimento della Difesa diretto da Pete Hegseth e quella che per oltre un secolo è stata la più grande organizzazione giovanile degli Stati Uniti.

La minaccia è arrivata nero su bianco attraverso un post del portavoce del Pentagono Sean Parnell. Se Scouting America — questo il nuovo nome adottato nel 2024 per archiviare lo storico “Boy Scouts” — non farà marcia indietro, ogni collaborazione con le forze armate verrà azzerata. Un avvertimento tutt’altro che simbolico, considerando che incombe a pochi mesi dal National Jamboree di luglio, il maxi-raduno previsto in West Virginia – dovrebbe radunare oltre 15 mila scout da tutto il Paese – che da sempre si regge anche sul supporto logistico della Guardia Nazionale e dei reparti medici militari. Senza quell’appoggio, l’evento rischia di saltare.

Dietro lo scontro c’è la linea dura del già citato Hegseth, figura di riferimento del fronte anti-woke dell’amministrazione di Donald Trump. L’apertura alle ragazze, il cambio di nome, l’attenzione a disabilità e minoranze: per Hegseth sono tutti segnali di un cedimento ideologico incompatibile con lo spirito che, a suo avviso, dovrebbe animare un’istituzione educativa nata nel 1910 e profondamente legata a Dio, alla patria e alla disciplina. In questo schema, sempre secondo Hegseth, l’empatia diventa una debolezza e l’inclusione una colpa.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, lo strappo è stato a un passo dal consumarsi. Negli ultimi giorni il Pentagono avrebbe chiesto valutazioni formali alla Guardia Nazionale e ai vertici militari sull’impatto di un taglio netto dei rapporti. Una decisione che non si limiterebbe agli eventi pubblici: Scouting America perderebbe anche l’accesso alle strutture militari, con conseguenze pesanti per le truppe scout attive nelle basi all’estero e per migliaia di figli di militari.

Poi, però, sarebbe giunto il colpo di scena. Sempre Parnell, dopo aver agitato il bastone, ha lasciato intravedere la carota. L’accordo — ha fatto sapere — sarebbe vicino, grazie all’impegno dell’organizzazione a riallinearsi ai “principi fondamentali”. "Si torna a Dio e alla patria, immediatamente!", ha scritto il portavoce, criticando e bollando come "inaccettabili" le scelte compiute negli ultimi anni e giudicate "contrarie ai valori di questa amministrazione", inclusi "l’adozione di posizioni ideologiche gender-fluid e di giustizia sociale”. In altri termini, nel mirino tutte le operazioni di “politica inclusiva” che la Casa Bianca sta provando a debellare.

Ricordiamo che durante il suo primo mandato, nel 2017, il presidente Trump si presentò al Jamboree e disse alle migliaia di scout riuniti quanto fosse orgoglioso di essere lì e che 10 dei membri del suo gabinetto all'epoca erano stati scout. "Gli scout", disse Trump all'epoca, "credono nel mettere l'America al primo posto".

Un anno dopo, l'organizzazione iniziò ad ammettere le ragazze. Il rebranding di Scouting America fu annunciato nel 2024, con l’organizzazione impegnata a a superare decenni di scandali riguardanti accuse di abusi sessuali.

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