A volte la realtà supera la fantasia. Altre volte invece, la fantasia riesce a prevedere quasi perfettamente cosa succederà nella realtà. Era il 2019 quando la serie tv americana «Jack Ryan» preconizzò in maniera quasi fedele cosa sarebbe accaduto in Venezuela sei anni più tardi. Un presidente corrotto (Nicola Reyes, quasi omonimo di quello vero), operazioni sottobanco, legami con la Russia, brogli elettorali, risorse naturali ingenti e l’intervento della Cia per fermare il despota. Che alla fine viene deposto e rimane ucciso, prima di essere arrestato. Nella fiction quasi come nella realtà. Era già successo con un'altra serie tv, Fauda, che raccontava le tensioni insanabili tra Israele e terrorismo palestinese, facendo presagire quello che poi sarebbe accaduto nei tragici attentati del 7 ottobre e nel seguente conflitto.
A poche ore dal blitz che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro, sui social è diventata virale una clip in cui il protagonista della serie, l’analista della Cia Jack Ryan, in un’aula universitaria chiede agli studenti: «Quale Stato rappresenta la principale minaccia per gli Stati Uniti?». In molti rispondono la Russia. Altri parlano della Cina. Qualcuno ipotizza la Corea del Nord. Ma lui spiega per filo e per segno perché, tra petrolio, giacimenti e corruzione dilagante, il principale pericolo per gli Usa sia proprio il Venezuela.
Alla fine della stagione della serie, sarà proprio lui, in un’operazione della Cia, a inchiodare il presidente venezuelano e a destituirlo, anche grazie (guarda un po’) i dissidenti che il dittatore aveva silenziato. Sul grande schermo però il despota rimane ucciso, poco prima di essere portato in manette negli Stati Uniti come accaduto in questi giorni. Dalla fiction alla realtà, in fondo a Maduro non è andata così male.