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Un libretto di risparmio con un deposito di appena 1.000 lire diventa un tesoro: la scoperta in un baule

Il versamento iniziale risale al 1963, ma il suo valore è lievitato grazie a interessi e rivalutazione

Un libretto di risparmio con un deposito di appena 1.000 lire diventa un tesoro: la scoperta in un baule
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L'investimento di una piccola somma di denaro in favore del figlio, effettuato quando ancora quest'ultimo era appena un bimbo, si è trasformato in un tesoro a distanza di ben 63 anni dal momento in cui quella cifra era stata depositata in banca dal suo papà e dalla sua mamma.

La vicenda arriva dall'Alta Valsassina, e vede come protagonisti due attori teatrali: coi loro guadagni, nell'ormai lontano 1963, i genitori del piccolo Umberto, che allora aveva 9 anni, decisero di depositare mille lire in un libretto bancario presso la Cassa di Risparmio di Trieste, conservandolo all'interno di un baule in cui erano riposti anche abiti di scena e copioni teatrali.

La cassa era rimasta chiusa per anni, e lo stesso figlio della coppia non si ricordava dell'esistenza di questo libretto di risparmio: la scoperta sarebbe avvenuta casualmente solo tanti anni dopo. Nel 2025 il signor Umberto Libassi ebbe necessità di raccogliere tutte le sue cose per provvedere a un trasloco, in un momento molto duro della sua vita a causa del grave male con cui la moglie da qualche tempo si trovava a combattere.

"Per ragioni familiari e impegni lavorativi, questo baule è sempre rimasto in un grande garage di deposito per materiale teatrale a Pieve del Grappa", spiega il signor Umberto, che oggi ha 72 anni. Le condizioni di salute della donna nel frattempo peggiorano, fino ad arrivare al tragico epilogo. Ovviamente le priorità da quel momento in poi diventano altre, e il signor Libassi rimette di nuovo nel dimenticatoio la misteriosa cassa.

Qualche mese più avanti, impegnato a riordinare la sua abitazione, il 72enne riscopre dopo ben 63 anni quel libretto che i genitori avevano aperto per lui: un deposito di "sole" mille lire, in apparenza, ma per vederci chiaro l'uomo decide di chiedere aiuto all'Associazione Italia di Roma. Il consulente incaricato di seguire il suo caso stima il valore del lascito, tra capitalizzazione, rivalutazione e accumulo di interessi, in oltre 50mila euro attuali. Dal momento che il diretto interessato era all'oscuro dell'esistenza di detto libretto, il credito maturato potrebbe non essere soggetto a prescrizione, il che significherebbe incassare i circa 50mila euro frutto di quella piccola forma di investimento fatta anni addietro dai suoi genitori quando aveva appena 9 anni.

Una situazione che non sarebbe assolutamente un unicum,

riferisce Associazione Italia: le stime parlano di circa 10 milioni di euro tra buoni postali, bot, cct, libretti postali e bancari smarriti o riposti nel fondo di cassetti che devono ancora essere riaperti dopo tanti anni.

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