Fiorire oppure fioriture, dunque fiori: associazione Blooms. Si sono chiamate così le 23 donne da gennaio riunite in un'Organizzazione di volontariato. Si ritrovano in un laboratorio in comodato gratuito che hanno rinfrescato e arredato. Ed è qui che offrono una seconda vita ai fiori dismessi creando composizioni da regalare «a chi ha bisogno di un sorriso».
«Non ci siamo inventate nulla, associazioni simili, che abbinano sostenibilità a solidarietà, esistono in Inghilterra e in Svizzera, noi ne abbiamo sviluppata una a Milano secondo il nostro gusto» non si attribuisce meriti la presidente Giorgia Marina.
I fiori riciclati e sistemati diventano un dono inaspettato per ospedali, Rsa, centri di riabilitazione, «per pazienti e ospiti ma anche per il personale. Davanti a un gesto di gentilezza si dischiude sempre un sorriso, così i fiori continuano a fiorire anche in senso metaforico». I bouquet appena sfioriti o che hanno addobbato chiese e feste provengono da venditori, da alberghi o da organizzatori di eventi, «ci appoggiamo a una rete che diventa più estesa man mano che passano i giorni. Nessuna di noi ha lavorato nel settore ma quando riceviamo rose, ciclamini o orchidee riusciamo a creare composizioni originali; insomma, ci si è scoperte abili in una tecnica nuova per ciascuna di noi».
Non solo regali, però. Le volontarie insegnano a realizzare le composizioni. «Teniamo laboratori nelle Rsa e gli ospiti sono molto felici di partecipare, si sentono occupati e utili. Poi le creazioni restano alle strutture, qualcuna poi, come la residenza Anni Azzurri, li espone nell'atrio». E poi? «Alla Mangiagalli, reparto Patologia della gravidanza, spesso le degenti hanno una routine noiosa ed ecco che i fiori interrompono la monotonia, commuovono, regalano sorrisi. Con lo stesso spirito siamo state alla Fondazione Tog, centro per bambini con disabilità intellettive, e, sotto Natale, alla Piccola casa del Rifugio, abbiamo dato una mano per allestire gli alberi e gli anziani hanno realizzato quadri con le nostre composizioni. Ci muoviamo senza confini ha riferito la presidente collaboriamo con il museo Bagatti Valsecchi che promuove appuntamenti bimestrali nelle biblioteche periferiche per avvicinare i residenti alla cultura e in quelle occasioni doniamo i fiori».
Hanno dai 40 ai 55 anni, sono un gruppo affiatato che si diverte. Hanno tempo libero e figli grandi, il 90% non lavora. Alcune hanno scoperto un talento, di essere dotate di una manualità straordinaria.
«Da quando siamo diventate associazione ci stiamo impegnando per ampliare la rete dei destinatari, ci piacerebbe promuovere i laboratori nelle carceri, è un tipo di volontariato in cui si può acquisire professionalità ha aggiunto Marina E poi stiamo contattando le aziende per farci conoscere e trovare qualche finanziamento. Le spese sono tutte a carico nostro: il laboratorio, dato in comodato, lo abbiamo dipinto e arredato, ci occorrono vasi e spugne e sogniamo un furgoncino perché ci spostiamo con le auto private».