Scalzo e senza pantaloni: morto il "San Francesco laico"

Il settantenne Alessandro Egidio Gori, detto "Vannino" è scomparso ieri a causa di un malore. Una storia da "San Francesco laico", la sua: rampollo di una ricca famiglia di imprenditori, dopo una "prima vita" nel lusso decise volontariamente di spogliarsi di ogni ricchezza per condurre un'esistenza "spartana"

Vannino in posa davanti alla propria casa

Un uomo di quasi settant'anni è scomparso ieri, colto da un malore improvviso mentre tornava a casa sulla sua inseparabile bicicletta: inutili i soccorsi, vana la corsa in ospedale. E a ventiquattr'ore dalla sua scomparsa, l'intera provincia di Pistoia è ancora in lutto: "Vannino" se n'è andato. Era uno dei personaggi più iconici della Toscana, assurto da decenni a vero e proprio simbolo di libertà e di anticonformismo. Tempo fa era approdato a "Striscia la Notizia", quando l'inviato Cristiano Militello gli dedicò un servizio. E su YouTube sono ancora presenti stralci di un documentario (girato anni fa) che ne racconta la vita, dal titolo emblematico de "Il ricco primitivo". Perché Vannino, al secolo Alessandro Egidio Gori, ha davvero vissuto due vite, della quale la seconda da vero e proprio "San Francesco laico". La sua presenza non passava inosservata: quando un turista si imbatteva per la prima volta in quell'uomo mingherlino che andava in giro sempre scalzo, a torso nudo ed indossando solo una mezza tunica legata alla vita (incurante delle stagioni e delle temperature) difficilmente riusciva a trattenere la sorpresa.

E quando l'incredulo visitatore chiedeva numi circa quel che aveva appena visto ad un residente di Pistoia o di Agliana (una realtà comunale dell'hinterland pistoiese, ndr) si sentiva rispondere semplicemente: "È Vannino". La sua è del resto una storia particolare: Alessandro era il rampollo di una ricca famiglia imprenditoriale e negli Anni '70 era uno degli uomini più ambiti dalle giovani toscane. Ricco, di bell'aspetto, estroverso, amante della moda e del lusso: chi oggi ha più di sessant'anni, in quel periodo lo ricorda spesso circondato da belle ragazze. Poi, avvenne questa sorta di "conversione sociale", sulla quale ancora oggi le versioni divergono: c'è chi dice che a causarla fu una delusione d'amore e chi dice che invece sia stata indotta dai pochi giorni di detenzione comminatigli per un reato minore. Sta di fatto che gli ultrasessantenni aglianesi e pistoiesi ricordano ancora quando, un giorno, Gori distrusse con una mazza da baseball la Mercedes di sua proprietà che tutti gli invidiavano: a posteriori, fu un netto segno di discontinuità verso la sua "vita precedente". E pian piano, Alessandro lasciò il posto a Vannino, riprendendo quello che fu il soprannome del padre: decide di sua sponte di privarsi di ogni ricchezza materiale, adottando uno stile di vita decisamente "spartano".

Da decenni aveva deciso di vivere in una casa di fortuna nella frazione di Le Querci, limitandosi a quel poco che gli bastava per sopravvivere. Fu una scelta personale, non una costrizione dettata dalla povertà. Era un uomo cortese, lucidissimo, con la battuta sempre pronta e sempre in vena di scambiare quattro chiacchiere con chi si fermava a parlare con lui. Gli abitanti di Pistoia e di Agliana lo adoravano, tanto per il carattere gioviale quanto per la caparbietà mostrata nel rinunciare alle convenzioni e alle costrizioni della società moderna.

Vannino è morto da uomo libero e a sintetizzarne al meglio l'esistenza è forse la frase con cui Alessio Bartolomei, esponente della Lega nonchè assessore ai lavori pubblici di Pistoia, gli ha tributato l'ultimo saluto. "Un estremo deferente saluto ad Alessandro Egidio Gori, a tutti noto come Vannino - il suo messaggio, su Facebook - era un'isola di libertà in un mare di noioso ordine conformista".

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