Leggi il settimanale

“Topi e piccioni nella chiesa di Vicofaro”. I residenti (ancora) contro don Biancalani

I residenti di Vicofaro hanno inviato una lettera al vescovo di Pistoia per chiedere un intervento volto ad assicurare il decoro nella chiesa che ospitava sino a pochi mesi fa decine e decine di migranti

“Topi e piccioni nella chiesa di Vicofaro”. I residenti (ancora) contro don Biancalani
00:00 00:00

L'esperienza di accoglienza migranti di don Massimo Biancalani, a Vicofaro, che sarebbe stata per anni alla base di criticità più volte segnalate dai residenti del quartiere (i quali parlavano spesso di risse fra ospiti, degrado ed episodi di spaccio) è terminata lo scorso anno con lo sgombero della parrocchia di Santa Maria Maggiore. Nonostante ciò, a distanza di quasi dodici mesi, la chiesa continuerebbe a denunciare problemi di carattere igienico-sanitario, a causa della presenza di roditori e piccioni. Lo sostengono gli abitanti della frazione del Comune di Pistoia più volte salita alla ribalta delle cronache nazionali dell'ultimo decennio, a causa delle problematiche denunciate da parte della cittadinanza relativa all'accoglienza portata avanti dal “parroco dei migranti”. Proprio nelle scorse ore, alcuni residenti di Vicofaro hanno scritto al vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli (il quale sul finire dello scorso anno aveva annunciato la volontà di farsi da parte non appena individuato il proprio successore, avendo compiuto 75 anni lo scorso gennaio, nndr) chiedendo un intervento. “La nostra parrocchia, e in particolare la Chiesa di Santa Maria Maggiore di Vicofaro, versa oggi in condizioni di evidente incuria e degrado. Dopo gli anni della gestione di don Massimo Biancalani, che hanno profondamente segnato la vita del quartiere, ci saremmo aspettati un’attenzione nuova e concreta da parte della Curia. Invece, la sensazione diffusa tra i residenti è quella di un persistente abbandono – si legge nella lettera - negli ultimi tempi sono tornati numerosi piccioni e topi, con conseguenti problemi igienici e di decoro. La situazione richiede un intervento tempestivo di pulizia e manutenzione, per rispetto non solo del luogo di culto ma anche dell’intero quartiere che vi vive intorno”.

Don Biancalani non è più amministratore parrocchiale di Vicofaro dal secondo semestre dello scorso anno ma, secondo i residenti, i risvolti negativi lasciati dall'esperienza di accoglienza (gli spazi della parrocchia, limitati, ospitavano in alcuni periodi anche più di cento migranti) continuerebbero a manifestarsi. Lo stesso parroco avrebbe peraltro esportato il “modello Vicofaro” nella parrocchia di Ramini, a pochi chilometri di distanza, ed anche in quel caso gli abitanti del quartiere avrebbero iniziato a lamentarsi avendo ravvisato i medesimi problemi già segnalati dai concittadini di Vicofaro. “Santa Maria Maggiore non è soltanto un edificio: è un simbolo, un punto di riferimento spirituale e comunitario che merita dignità, cura e attenzione.

Un luogo di preghiera dovrebbe poter rappresentare ordine, accoglienza e serenità – hanno concluso i vicofaresi nella lettera, non risparmiando un'altra “stoccata” a don Biancalani - sono ormai quasi dieci anni che Vicofaro vive una condizione di forte difficoltà e di distanza percepita dalle istituzioni ecclesiastiche. Oggi, conclusa una stagione complessa, crediamo sia arrivato il momento di riaccendere una luce nel nostro quartiere, una luce di presenza, di ascolto e di rinnovata responsabilità”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica