Cronaca nera

"Biglietto, prego". E la nigeriana insulta e aggredisce il controllore

Una quarantenne nigeriana è stata rinviata a giudizio per interruzione di pubblico servizio, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale: è stata accusata di aver insultato e schiaffeggiato il controllore del bus sul quale sarebbe salita senza biglietto

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Avrebbe prima preso a male parole e poi preso a schiaffi il controllore del bus sul quale era salita, "colpevole" di essersi diretto verso di lei e di averle chiesto la cortesia di esibire il titolo di viaggio. E a seguito dell'accaduto, dovrà rispondere a quanto pare delle accuse di interruzione di pubblico servizio, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale. Protagonista della vicenda che arriva da Fabriano (una cittadina di circa 30mila abitanti situata in provincia di Ancona) è una donna di 40 anni originaria della Nigeria, all'epoca dei fatti in dolce attesa. Secondo quel che riporta oggi il quotidiano Il Resto del Carlino, l'episodio in questione risale ormai ad un quinquennio fa. Tutto iniziò il 9 aprile del 2018, stando a quanto ricostruito: quel giorno, la donna sarebbe salita su uno degli autobus autobus della linea extraurbana, senza aver prima acquistato il biglietto.

Nel corso del tragitto, le si sarebbe dunque avvicinato un controllore, il quale l'avrebbe invitata a mostrargli il ticket. Per una richiesta che la cittadina straniera non aveva a quanto pare la minima intenzione di esaudire. E l'atmosfera si sarebbe subito scaldata, visto che la nigeriana avrebbe presto iniziato ad inveire contro il dipendente che la invitava a scendere. "Fatti i c**** tuoi" avrebbe ad un certo punto urlato all'interlocutore, invitandolo ad essere meno rigido e a soprassedere sul mancato acquisto del titolo di viaggio. La donna non appariva inoltre intenzionata a scendere dal mezzo, come previsto in casi del genere. Di più: sarebbe passata rapidamente dalle parole ai fatti, quando si è accorta che il controllore stava facendole la multa.

Avrebbe infatti preso a schiaffi l'uomo, in uno scatto d'ira, afferrandolo poi anche per il colletto della camicia. Il tutto davanti al resto dei passeggeri, costretti di fatto ad assistere attoniti all'intera scena perché l'autista non aveva avuto modo di proseguire. Già, perché durante l'aggressione la straniera si sarebbe posizionata su uno dei gradini più bassi del mezzo, impedendo così la chiusura delle porte del bus. Si è quindi reso necessario l'intervento degli esponenti delle forze dell'ordine per sbloccare la situazione: a causa di quel "fuori programma", il bus sarebbe infatti rimasto fermo per circa mezz'ora, per il disappunto degli altri utenti. Sul posto sono arrivati i carabinieri, i quali hanno raccolto le testimonianze dei presenti. E il rinvio a giudizio è arrivato ad oltre un lustro dai fatti: la prima udienza è stata fissata per il prossimo 10 luglio.

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