Cronaca nera

"Due persone in casa...". L'inquietante messaggio di Kevin Barreca

Secondo un compagno di classe, il 17enne ucciso durante la strage di Altavilla Milicia inviò un inquientante messaggio sulla presenza di due individui che si sarebbero fatti chiamare "fratelli di Dio"

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Un messaggio inquietante allunga nuove ombre sulla strage di Altavilla Milicia. Sospetti e punti ancora da chiarire si intrecciano ad angoscianti dettagli sul contesto di fanatismo religioso nel quale sarebbe maturata la mattanza. Al riguardo, emerge ora un messaggio ricevuto da uno dei compagni di classe di Kevin Barreca, il sedicenne ucciso dal padre, Giovanni, assieme al fratellino Emanuel e alla madre, Antonella Salamone, nella villetta divenuta teatro della tragedia. A inviarlo, stando alla testimonianza raccolta, lo stesso 16enne che frequentava il liceo artistico Renato Guttuso di Bagheria (Palermo).

Il 4 febbraio, la domenica precedente il triplice delitto, Kevin aveva scritto che il fratellino gli diceva che c'erano i demoni in casa. Demoni che avrebbero "ucciso e distrutto la loro famiglia". A raccontarlo è lo stesso compagno di scuola, secondo quanto riporta l'Agi. Spuntano poi altri dettagli nella testimonianza del compagno di classe: "Mi aveva anche detto che erano entrate in casa due persone che credo venissero chiamate fratelli di Dio". Parole che sembrerebbero avvalorare le ricostruzioni secondo cui attorno alla famiglia del reo confesso omicida, Giovanni Barreca, ruotavano altre persone provenienti dall'ambito del fanatismo religioso.

Questi elementi si uniscono peraltro alle parole della preside dell'istituto Guttuso, Maria Rita Chisesi, la quale guida la scuola in cui andava anche l'unica superstite della strage, la diciassettenne risparmiata dal padre: "I ragazzi erano assenti da lunedì scorso. Gli insegnanti dopo alcuni giorni avevano chiamato a casa e i due alunni avevano detto che stavano male", ha testimoniato la dirigente scolastica. "Con l'influenza di questo periodo non ci siamo allarmati, anche perchè avevano sempre frequentato regolarmente. Erano molto attivi e con buoni risultati scolastici".

A fornire elementi ritenuti interessanti dagli investigatori era stata la stessa diciassettenne, costretta - secondo alcune ricostruzioni - ad assistere al terribile omicidio dei suoi fratelli più piccoli e di sua madre. Parlando con gli inquirenti la ragazza, ancora sotto choc, aveva indicato la presenza della coppia di amici di famiglia durante gli omicidi. Anche alla luce di quelle indicazioni, una coppia di conviventi finita in carcere nella tarda serata di ieri con l'accusa di avere partecipato al massacro della famiglia di Giovanni Barreca

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