Cronaca nera

"Parlava sempre del diavolo". Il racconto dei vicini del killer

Il reo confesso assassino "era molto strano, parlava sempre del diavolo", testimonia una vicina di casa, allungando anche ombre sugli atteggiamenti dell'uomo in famiglia

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"Giovanni Barreca mi faceva paura, lo temevo". A raccontarlo, parlando con i giornalisti all'esterno della sua abitazione, è una delle vicine di casa dell'uomo che nella notte ha sterminato la sua famiglia ad Altavilla Milicia. Il reo confesso assassino "era molto strano, parlava sempre del diavolo", testimonia la donna ai cronisti, gettando ulteriori ombre sul 54enne che si era consegnato alle forze dell'ordine evocando proprio presenze inquietanti e sinistre. "Mia moglie e i miei figli erano posseduti da Satana", avrebbe affermato l'imbianchino davanti agli investigatori, i quali ora sospettano che l'uomo potesse essere un fanatico religioso.

L'ombra del fanatismo religioso

Sugli stessi social, Barreca pubblicava decine di post con citazioni religiose e ora gli inquirenti cercheranno di capire se dietro quelle convinzioni così radicate si nascondesse altro. Secondo le prime indiscrezioni, e come riporta il Corriere, nel triplice delitto a cui è sopravvissuta solo la figlia 17enne sarebbe coinvolta anche una coppia di amici del 54enne che condivideva con lui l'ossessione per la fede e che sarebbe già stata identificata e convocata in caserma dai carabinieri. Tra le varie piste seguite dagli investigatori c'è pure quella che ruota attorno al presunto coinvolgimento dell'uomo in una setta di fanatici.

I messaggi sui social

"Consultando i due profili di Giovanni Barreca, uno dei due rimanda molto spesso all'organizzazione evangelica 'Siamo Uno' e qui Barreca teorizzava sul potere di Gesù e di Dio, sul più grande dei miracoli, ovvero richiedere il perdono dai peccati e la salvezza dell'anima, poi c'è la pagina Shalom Cristo Vive di cui era attivo seguace", affermano all'Adnkronos Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, autori di un libro inchiesta sul mondo delle sette. Gli esperti, al contempo, invitano a non confondere la Chiesa Evangelica con queste organizzazioni, "Ci sono i culti e poi organizzazioni che hanno derive distruttive, che contano pochi membri, chiuse, difficili da mappare".

Intanto, a prendere le distanze dall'accaduto è stato Gaspare Basile, pastore evangelico di Altavilla Milicia, sottolineando l'estraneità della propria comunità ai fatti avvenuti. Barreca - ha affermato il pastore evangelico all'Adnkronos - "era una persona che conoscevo, conoscevo anche la bambina. Ma la chiesa evangelica non c'entra proprio in tutto questo. Erano cristiani, lui non lo conoscevo. Sapevo che lei fosse cristiana, lui non ha niente di cristiano...".

La testimonianza choc della vicina

Pascal Ballof, vicina di casa del muratore di Altavilla Milicia, descrive Barreca addirittura come "diabolico". E ai cronisti racconta: "Mi spegneva la luce della statua della Madonnina che tenevo in giardino". Secondo la donna, Barreca "picchiava la moglie". Io - ha proseguito la testimone di origini straniere - "le dissi 'Perché non lo denunci?' ma lei non lo fece mai". I figli del muratore, ha aggiunto Pascal, "sembravano più piccoli della loro età e andavano a scuola senza libri. La ragazza era timidissima, mentre il figlio piccolo veniva spesso rimproverato. Il grande aveva imparato dal padre a uccidere e imbalsamare gli uccelli". Mentre Antonella Salamone, la moglie del 54enne, pare non avesse particolari rapporti con la vicina di casa, perché - ha sostenuto quest'ultima - "Giovanni un pò glielo impediva sia ai figli che alla moglie".

"Giovanni si era fissato da qualche tempo con la religione, ma noi non sentivamo Antonella da almeno una settimana", hanno riferito Salvini Licata ed Elisabetta Cassano, zia e nonna della moglie uccisa. Gli investigatori dovranno ora verificare queste testimonianze e capire se dietro al delitto ci fosse davvero un mondo oscuro.

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