È già successo in Francia. Le seconde generazioni sono degenerazioni. Italiani figli di stranieri che erano venuti perché avevamo promesso loro il paradiso dell'Europa delle chiacchiere e degli affari sull'immigrazione. E loro, anziché diventare più italiani o più europei, si stanno allontanando da noi e dal nostro modello di vita. Mi importa poco la sua religione, non me ne frega nulla se aderisca al fanatismo o no: fra chi vuole fare del male perché si sente vittima non si capisce bene di che cosa e chi lo fa nel nome di Allah, è tutta una zona grigia. Le cure psichiatriche, la vita isolata e la faccia normale del laureato si tengono insieme, eccome. È il segno che «integrazione» è stata la prima parola del dizionario woke a perdere significato. Ho già sentito le frasi fatte che si dicono in queste circostanze: è stato un incidente, era perfettamente integrato. Non le commento perché sono una persona educata. Ma le correggerei con la seguente frase: era perfettamente disintegrato. Nel senso di incazzato, nel senso di offeso da abbastanza tempo da uscire di testa e prendersela con gente qualunque, italiani a passeggio nella loro città. Possiamo pure dire che la colpa è nostra se ci fa sentire meglio.
Anzi c'è da scommetterci che qualcuno lo dirà.
Tanto entro poche ore la colpa sarà di chi riscalda il clima di odio. Si andrà perfino in piazza a dire che il disagio di questo delinquente è normale. Anzi, ci saranno gli striscioni per difenderlo. Non è la prima occasione in cui succede. Succederà anche stavolta.