Un'altra giornata nera sul fronte della violenza contro le donne. Con almeno tre casi choc. Un uomo e una donna, entrambi sessantenni, sono stati trovati morti a colpi di pistola in un’abitazione di Pò Bandino, frazione nel territorio di Città della Pieve, in provincia di Perugia. Dalle indagini condotte dai carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Perugia si tratta di un caso di femminicidio-suicidio. Un altro caso si è verificato a Nole, nel Torinese, dove una donna di 38 anni si è sparata un colpo di arma da fuoco in via Madonna della neve: l’episodio sarebbe avvenuto al culmine di una lite con il compagno. Ferita alla testa, è stata soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda zero, che l’hanno trasportata in codice rosso all’ospedale di Ciriè. Infine un tentato femminicidio ha avuto luogo a Luino, nel Varesotto. Un uomo di 48 anni, originario dello Sri Lanka, è stato arrestato dai carabinieri, in provincia di Varese, con le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. In questo ultimo caso, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sospettato avrebbe colpito la moglie durante un confronto domestico degenerato e avrebbe poi cercato di strangolarla utilizzando un cavo elettrico. L’episodio è avvenuto il 25 novembre, nella Giornata Internazionale contro la violenza di
genere. A richiedere aiuto sono stati alcuni vicini, allarmati dalle urla provenienti dall’appartamento. Dopo l’aggressione, l’uomo si sarebbe allontanato per pochi minuti da casa. I militari lo hanno intercettato e bloccato mentre stava facendo ritorno nell’edificio, procedendo all’arresto in flagranza. Il 48enne si trova ora in carcere. Dagli atti risulta che nel 2019 era già stato fermato per aver aggredito la moglie, vicenda conclusa con un patteggiamento a due anni di reclusione.
Sul femminicidio-suicidio di Perugia si sa invece che i corpi dell’uomo e della donna sono stati rivenuti nell’abitazione di lei. I due erano conviventi e avevano avuto precedenti matrimoni. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo, un ufficiale delle forze armate ora in pensione, aveva avvisato che avrebbe compiuto una «follia» mettendosi in contatto con una persona residente fuori regione, la quale ha dato l’allarme ai carabinieri. Da una prima ricostruzione, l’uomo, un 58enne sottufficiale in quiescenza dell’aeronautica Militare, avrebbe colpito mortalmente la convivente al petto, con un colpo di arma da fuoco. Poi si sarebbe tolto la vita, sparandosi con la stessa arma un colpo in bocca. Tra gli elementi da chiarire c’è quello della pistola.
Il 58enne non avrebbe infatti avuto un’arma d’ordinanza e quindi gli inquirenti intendono capire perché ne fosse in possesso. Il Comune di Città della Pieve, si legge sui social, «esprime profonda tristezza e sgomento per il tragico femminicidio che ha colpito la nostra comunità. In questo momento di dolore inimmaginabile, la nostra più sincera vicinanza va ai familiari, agli amici e a tutte le persone che oggi piangono questa perdita inaccettabile ».
E ancora: «Il pensiero dell’intera comunità si stringe attorno a loro con
rispetto, silenzio e partecipazione. Di fronte a una tragedia così grande, le parole possono poco, ma il dolore è condiviso da tutta Città della Pieve. Che la nostra comunità possa essere un abbraccio attorno a chi soffre».