Leggi il settimanale

La “sposa in viaggio”, la scomparsa, il killer felice: “Così ho ucciso Pippa Bacca”

La storia dell’omicidio dell’artista Pippa Bacca, che era partita per portare un messaggio di pace, ma sulla sua strada ha incontrato un killer senza scrupoli. L’uomo è stato condannato a 30 anni in Turchia

La “sposa in viaggio”, la scomparsa, il killer felice: “Così ho ucciso Pippa Bacca”
00:00 00:00

“Perdonaci Pippa”. Titolavano così, in lingua italiana, i quotidiani turchi all’indomani del ritrovamento del corpo di Pippa Bacca, artista performativa che con la collega Silvia Moro aveva intrapreso il progetto “Spose in viaggio”. Ma lungo la strada, Pippa Bacca che voleva portare la pace nei Paesi dilaniati dalla guerra, ha incontrato il suo killer, che l’ha dapprima stuprata, poi uccisa e infine sepolta nuda, derubandola di tutto.

Chi era Pippa Bacca

Classe 1974, Pippa Bacca non era il suo nome di battesimo, ma uno dei nomi d’arte che usava nelle sue performance. Il suo nome era infatti Giuseppina Pasqualino di Marineo e proveniva da una famiglia nobiliare: tra l’altro era nipote dell’artista Pietro Manzoni per parte di madre. Nella voce Treccani che parla della sua opera si legge: “Sua cifra stilistica è una poetica della semplicità che si esercita con sguardo infantile sul mondo delle cose, utilizzandole per trasformarle in cose diverse con interventi minimi che ne riorientano il senso”.

Il progetto “Spose in viaggio”

Spose in viaggio” è stata l’ultima opera di Pippa Bacca, condivisa con la collega Silvia Moro. Le due artiste erano infatti partite da Milano l’8 marzo 2008, entrambe in abito da sposa, per attraversare 11 Paesi alle prese con conflitti di vario tipo. Il loro mezzo di trasporto: l’autostop, uno strumento così famigliare per Bacca, che da piccola aveva viaggiato tantissimo con la madre in questo modo. L’artista era peraltro cresciuta in una famiglia dalla fervente fede cattolica, fattore che aveva forgiato profondamente la sua fiducia verso il prossimo.

La meta finale era Gerusalemme, che le artiste avrebbero dovuto raggiungere a metà aprile. Giunte in Turchia intorno al 20 marzo però, Bacca e Moro si sono separate a Istanbul, con l’intenzione di ritrovarsi a Beirut nei giorni successivi. Ma il 31 marzo 2008 è stato l’ultimo giorno in cui Pippa Bacca è stata vista in vita.

Successivamente, Silvia Moro avrebbe spiegato in un’intervista a Repubblica: “La tragica morte di Pippa ovviamente dimostra quanto possa essere ancora pericoloso e difficile cercare di mettere in pratica relazioni pacifiche e costruttive nel nome delle diversità, ma non bisogna arrendersi. Ora più che mai, non dobbiamo avere paura del prossimo, dobbiamo andare avanti, continuare a superare barriere politiche e culturali cercando di entrare in contatto con le persone, condividendo per quanto possibile la loro vita, le loro abitudini e la loro cultura”.

La scomparsa e il ritrovamento del corpo

L’ultima persona a vedere Pippa Bacca ha testimoniato agli inquirenti dopo la scomparsa, e quella testimonianza presso una stazione di servizio di Gebze, a una quarantina di chilometri dalla capitale turca, è stata molto utile agli inquirenti, come ha riportato il Corriere della Sera: “Ho visto una jeep frenare, fare retromarcia e andare verso di lei”.

A concorrere al ritrovamento del corpo, il fatto che il killer abbia derubato Pippa Bacca: l’uomo, riconosciuto essere il 38enne Murat Karataş, aveva preso la sua fotocamera e il suo cellulare, utilizzandoli entrambi, ma il secondo con la propria scheda sim, il che ha consentito agli inquirenti di mettersi sulle sue tracce. L’assassino, nella confessione, ha anche rivelato dove aveva sepolto il corpo nudo dell’artista, tra foglie e rami, e ritrovato l’11 aprile: “Avevo preso Pippa per una donna russa, l'ho fatta salire. Volevo avere un rapporto sessuale, ma rifiutò. Ho fermato l'auto in una galleria dell'autostrada, vicino a Izmit, e l'ho violentata nella corsia di emergenza. L'ho strangolata nello stesso posto”.

L’assassino e la giustizia

Murat Karataş è stato condannato a 30 anni di carcere in via definitiva ad aprile 2012. Quando è stato arrestato, era presente la moglie Turkan Kaya, che successivamente ha raccontato, come riporta ancora il Corsera: “Quando sono venuti a prenderlo non potevo credere che avesse fatto quello di cui era accusato. Non lo voglio più vedere”. La donna ha aggiunto che due anni prima il marito, alla guida di un tir, aveva investito e ucciso una persona, venendo condannato a 5 mesi di reclusione. Il killer di Pippa Bacca avrebbe avuto inoltre precedenti per furto e percosse.

Tra gli oggetti sequestrati dagli inquirenti, c’era l’attrezzatura foto e video appartenuta a Pippa Bacca.

Murat Karataş aveva scattato immagini e girato filmati tra il 4 e il 9 aprile, in particolare al matrimonio della cugina. Dove lo si vede sorridere sereno, come se pochi giorni prima non avesse spezzato una vita che portava un messaggio di pace e fiducia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica