Momenti di tensione a La Spezia dove, ieri mattina, uno studente di 18 anni, Youssef Abanoub (detto Abu) è stato accoltellato da un compagno di scuola durante l'orario di lezione. Alcuni giornalisti che si trovavano sul posto sono stati stati aggrediti verbalmente davanti all'obitorio da amici e parenti della vittima. Lo denunciano in una nota l'Associazione Ligure dei Giornalisti, l'Ordine dei Giornalisti della Liguria e il Gruppo Cronisti Liguri.
"Un fotografo è stato inseguito"
Come si legge nel comunicato, un fotografo "è stato aggredito verbalmente e inseguito all'esterno dell'obitorio de La Spezia nel tentativo, da parte di diverse persone, di sottrargli la macchina fotografica. Il collega, cercando di difendere la propria apparecchiatura, è caduto a terra fortunatamente senza riportare gravi conseguenze". Per fortuna, l'intervento propiziatorio delle forze dell'ordine ha evitato il peggio. Un episodio analogo ha coinvolto altri cronisti, in particolare colleghi delle televisioni, che "sono stati aggrediti verbalmente sempre all'esterno dell'obitorio spezzino".
"Giornalisti non diventino bersaglio"
"Capiamo la disperazione e il dolore di parenti e amici del ragazzo ucciso ieri in classe a La Spezia - prosegue la nota -. Quanto accaduto rappresenta un fatto di una gravità inaudita". Ma i giornalisti, il cui lavoro consiste nel garantire e tutelare il "sacrosanto diritto dei cittadini ad essere informati", non devono diventare "in alcun modo e in nessuna circostanza un bersaglio". Per questo motivo "condanniamo con fermezza queste aggressioni subite dai colleghi mentre stavano svolgendo il proprio lavoro".
Le indagini
Intanto proseguono le indagini da parte degli investigatori spezzini sull'aggressione mortale avvenuta ieri all'istituto Einaudi-Chiodo del capoluogo ligure. Il presunto responsabile, Zouhair Atif, 19 anni, avrebbe ammesso le proprie responsabilità durante l'interrogatorio davanti al magistrato di turno. Secondo una prima ricostruzione, il giovane ha colpito il compagno di classe con un coltello da cucina che si era portato da casa.
La lite, poi sfociata nel sangue, sarebbe scaturita per motivi sentimentali: tra i due coetanei c'erano da tempo una serie di dissapori alimentati dalla gelosia nei confronti di una ragazza. La procura sta valutando se contestare all'indagato l'aggravante della premeditazione.