Genova, stuprata e minacciata da due stranieri: l'incubo di una barista venticinquenne

A Genova, una ragazza di 25 anni sarebbe stata violentata da due cittadini stranieri, nei confronti dei quali i giudici del Riesame hanno disposto la custodia cautelare in carcere. Uno dei due arrestati, a seguito della violenza, avrebbe minacciato la vittima per indurla a ritirare la denuncia

Genova, stuprata e minacciata da due stranieri: l'incubo di una barista venticinquenne
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Sono stati accusati di aver violentato una barista di 25 anni, causandole lesioni permanenti. E nelle scorse ore sono stati arrestati: protagonisti della vicenda che arriva da Genova sono due cittadini stranieri di 47 e 29 anni, i quali dovranno adesso rispondere di stupro di gruppo e lesioni gravissime. Stando a quel che riporta il sito GenovaToday, l'episodio che viene loro contestato risale alle scorso settembre. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti, quella sera la giovane aveva litigato con il fidanzato ed aveva deciso di passare la serata da sola in un locale del capoluogo ligure. Lì avrebbe incontrato i due stranieri, con i quali avrebbe iniziato a scambiare qualche parola. Avrebbe trascorso del tempo con loro bevendo e chiacchierando, ma, da un certo un punto in poi, si sarebbe verificato un vero e proprio black out nella mente della ragazza: nessun ricordo, solo un doloroso risveglio in una casa non sua.

La venticinquenne si sarebbe infatti svegliata dolorante la mattina successiva in un'abitazione di Sampierdarena, ricordando poco o nulla delle ore immediatamente precedenti. Ma con la forte sensazione di aver subìto un abuso. Sospetti confermati nel giro di quattro giorni: a dare il via alle indagini delle forze dell'ordine è stato il protocollo per gli abusi scattato quando, la vittima aveva deciso di farsi visitare in ospedale a causa dei dolori fisici divenuti ormai insostenibili. L'attività investigativa condotta dai carabinieri, anche grazie all'ausilio dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza, avrebbe portato nel giro di poco tempo ad identificare i principali indiziati, che furono quindi denunciati. La situazione si sarebbe tuttavia aggravata nelle settimane successive: sottoposta ad ulteriori esami medici, è emerso come le lesioni riportate dalla vittima a seguito dello stupro fossero permanenti.

Non solo: uno degli aguzzini si sarebbe presentato poi sul posto di lavoro della giovane e l'avrebbe minacciata, intimandole di ritirare la querela. A quel punto, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto per i due gli arresti domiciliari. "I due hanno agito con istinti brutali - si legge nell'ordinanza - compiendo atti di inaudita violenza sulla vittima. E potrebbero commettere nuovi comportamenti violenti e incontrollabili. Nonostante la gravità della condotta possono stare ai domiciliari".

Il pubblico ministero aveva tuttavia chiesto per i due stranieri un provvedimento di misura cautelare in carcere. E nelle scorse ore, il ricorso da lui effettuato è stato accolto: anche secondo i giudici del Riesame, il carcere rappresenta la misura cautelare più adeguata per i due accusati. In attesa di ulteriori sviluppi.

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