Adesso Papa Bergoglio ha la "maggioranza" in Conclave

Papa Bergoglio creerà nuovi cardinali. Dopo il prossimo concistoro, il gruppo più numeroso di porporati sarà quello dei nominati dall'argentino. I numeri dell'attuale conclave

Adesso Papa Bergoglio ha la "maggioranza" in Conclave

Papa Francesco e i nuovi cardinali. La Chiesa non è una istituzione politica e la politologia non è mai utile a comprendere le logiche del Vaticano. I numeri però rimangono tali anche quando si tratta di fede religiosa.

Papa Bergoglio ha annunciato un ulteriore Concistoro per il prossimo 29 giugno a Roma. Il pontefice argentino ha così deciso di estendere il collegio sino ad arrivare a centoventisei cardinali elettori. Quattordici nuovi porporati provenienti da quattro diversi continenti. La "proporzionalità" sembra essere l'idea alla base delle scelte del Santo Padre. L'attenzione alla periferie ecclesiastiche ed esistenziali del mondo, quelle tipiche della "Chiesa in uscita", si declina così anche all'interno del conclave.

Il gruppo di cardinali nominati da Papa Francesco sta per divenire quello più numeroso. Cinquantanove sono i porporati creati dal papa regnante. Quarantasette sono quelli nominati da Benedetto XVI. Diciannove, infine, sono i cardinali creati da San Giovanni Paolo II. Attenzione: non trattandosi di correnti politiche è del tutto inutile interpretare questi numeri secondo le categorie che vengono utilizzate di solito. L'assemblea dei cardinali non ha il funzionamento di Parlamento elettivo né segue le logiche del parlamentarismo.

Certo è che il Papa, come ogni suo predecessore, sta ridisegnando il conclave "a sua immagine e somiglianza". Non sempre, però, questo risulta avere un effetto concreto. Si vocifera ancora oggi, ad esempio, che Joseph Ratzinger avesse preparato l'elezione del cardinale Angelo Scola. Presunte indiscrezione che non sono mai state (e che non possono) essere confermate.

Mancano, questo sì, arcidiocesi e diocesi che hanno tradizionalmente avuto accesso alla porpora. Venezia ha donato alla Chiesa quattro papi. Il patriarca Francesco Moraglia non figura nell'elenco dei prossimi cardinali. Niente porpora anche per Milano, Bologna, Palermo e Torino. L'Italia, che mantiene comunque un primato numerico, non è rappresentata come di consueto.

Altre grandi e importanti diocesi, per ora, sono rimaste fuori dall'assise cardinalizia: Parigi, Los Angeles e Philadelphia, così come segnalato da IlSole24Ore, su tutte. Bergoglio, in relazione alle "nomine", non sembra badare troppo alla tradizione, ma usa creare cardinali prescindendo dalla loro provenienza diocesana. Una sorta di "meritocrazia" applicata alla porpora.

Certo, c'è chi sostiene che le diocesi rimaste fuori siano "governate" da vescovi conservatori o in ogni caso non allineati al pensiero di Papa Francesco. L'arcivescovo di Parigi Michel Aupetit sembra dare molta più importanza ai temi bioetici piuttosto che alla "misericordia" o a quello che è stato definito "migrazionismo", ma è stato lo stesso pontefice argentino, nello stupore generale, a nominare Aupetit al vertice della sede metropolitana parigina.

Entrano in conclave, infine, altri due gesuiti: Luis Ladaria Ferrer che, dopo il mancato rinnovo della carica, è succeduto al cardinale tedesco Gherard Mueller come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e Ricardo Barreto Jimeno, arcivescovo peruviano. Gli ultimi due "esponenti" della Compagnia di Gesù ad entrare nel collegio erano stati Jorge Mario Bergoglio e Carlo Maria Martini. Papa Bergoglio, per quel che può significare, ha la sua "maggioranza relativa". Una curiosità: il cardinale Robert Sarah, a meno che non venga eletto (ipotesi tutt'altro che non chiacchierata), pronuncerà il prossimo "Habemus Papam".