Zangrillo dà una lezione a Galli: "Non è un bell'esercizio..."

Alberto Zangrillo, ospite di Massimo Giletti, ha ribattuto alle accuse ai colleghi mosse da Massimo Galli e fatto il punto sull'attuale situazione dei contagi da coronavirus

Zangrillo dà una lezione a Galli: "Non è un bell'esercizio..."

La pandemia ci ha fatto scoprire le guerre intestine tra i medici. Nulla di nuovo sotto il sole per chi conosce l'ambiente scientifico e sa che al suo interno i coltelli volano con frequenza. Il coronavirus ha reso tutto questo pubblico, supportato anche dai media che, nel tentativo di fare informazione, cercano notizie, rassicurazioni e delucidazioni dagli esperti, com'è giusto che sia. Ma i medici sono tra loro divisi e così si può assistere anche a casi come quello che nelle ultime ore ha visto coinvolto Alberto Zangrillo, primario dell'unità operativa di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano, e Massimo Galli, primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano.

Il professor Alberto Zangrillo è stato ieri ospite di Massimo Giletti nel suo programma Non l'Arena per commentare e analizzare i recenti dati del contagio e fare il punto su quella che a tutti gli effetti sembra essere la seconda, temuta, ondata. Nel corso del suo intervento, però, il primario del San Raffaele ha trovato anche il tempo di rispondere con fermezza al primario del Sacco. I due sono "schierati" su posizioni diametralmente opposte. Massimo Galli, infatti, sostiene da sempre la linea più dura e non manca di lanciare cannonate verso alcuni colleghi, colpevoli secondo lui di una "comunicazione minimizzante", con parole "eccessivamente rassicuranti o addirittura di negazione". Un attacco frontale seguito da un appello: "Se non andiamo tutti nella stessa direzione, andremo a sbattere". E la direzione da seguire si ipotizza sia la sua.

"Non è un bell’esercizio attaccare i colleghi. Io non ho mai affermato nulla contro qualcuno, non parlo nemmeno più e mi difendo con la mia azione quotidiana che non devo giustificare", ha replicato Alberto Zangrillo a Non è l'arena. Il primario di rianimazione del San Raffaele ha difeso il sio lavoro e la sua linea di pensiero: "Il mio è un semplice tentativo di enunciare concetti fondamentali che serviranno a vincere contro la manifestazione clinica di questa epidemia, a cominciare dal rispetto assoluto delle regole". Alberto Zangrillo, in collegamento con Massimo Giletti, promuove l'ultimo Dpcm di Giuseppe Conte, considerandolo "un richiamo autorevole al senso di responsabilità". Sul nuovo scenario italiano, poi, il primario ha le idee molto chiare: "Se il sistema sanitario globale è composto da una serie di entità che non danno tutte il massimo, i malati o coloro che temono di diventare malati si presentano tutti in pronto soccorso e noi allora non ce lo facciamo. Nel mio ospedale, su 101 pazienti almeno il 50% potrebbero ricevere adeguate cure domiciliari".

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