"L'ondata frena...". Cosa può accadere fra 7 giorni

Ipotesi terza dose sempre più probabile anche in Italia: la variante Delta abbassa l'efficacia dei vaccini ed il Covid rimarrà ancora a lungo. Intanto, però, la quarta ondata inizia a rallentare

"L'ondata frena...". Cosa può accadere fra 7 giorni

I contagi aumentano, la variante Delta è ormai dominante e rende i vaccini un po' meno efficaci: tre indizi che fanno una prova, la terza dose sarà necessaria innanzitutto per alcune categorie specifiche ma potrebbe essere estesa a tutta la popolazione. Il Covid-19, insomma, non sarà sconfitto a breve.

"Ecco quanto durerà ancora..."

Mentre in Italia monta il dibattito e gli esperti sono ancora divisi, sono poche le indecisioni soprattutto per operatori sanitari e persone fragili come gli anziani oppure chi ha un sistema immunitario debole, i primi ad essere stati vaccinati a gennaio, ormai 8 mesi fa. Per loro, la terza dose di vaccino sembra realtà anche perché il virus è destinato a circolare ancora a lungo e l'immunità di gregge rimane un miraggio. "La terza dose è solo l'inizio di una prassi che proseguirà", afferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale di Milano, secondo il quale "il Covid rimarrà con noi, penso, ancora per due o tre anni. E comunque, anche allora, non dovremo aspettarci una dichiarazione di fine emergenza, uno spegnimento del virus". Insomma, Sars-Cov-2 diventerà endemico e magari come l'influenza, più innocuo di quello di oggi ma non andrà via facilmente. Pregliasco predica prudenza e l'invito a non sottovalutare il virus facendo il paragone con l'Hiv, con il quale statisticamente si infettano 10 persone al giorno. "Così avviene anche per il Covid: continuerà a muoversi tra noi, e il fatto che le persone ne sottovalutino la presenza non può che agevolare l'iestendersi dell'infezione", afferma l'esperto a Repubblica.

Israele, Germania e Regno Unito apripista

Così come erano stati i primi a "sconfiggere" il Covid, Israele ha fatto da apripista somministrando, dal 1 agosto scorso, la terza dose agli Over 60: già 45 mila israeliani hanno ricevuto la dose aggiuntiva del vaccino anti-Covid e l'esempio sta facendo scuola anche in Europa: se il Regno Unito ne valuta la possibilità, da settembre la Germania inizierà una nuova fase della campagna vaccinale che prevede la terza somministrazione alle categorie a rischio. Prima, però, sarebbe "necessario terminare il primo giro di vaccinazioni, perché l'obiettivo è quello di offrire una protezione a tutti; poi, in base all'andamento epidemiologico, si vedra come procedere, soprattutto per le persone fragili", sottolinea Pregliasco. Questo perché la variante Delta abbassa, comunque, l'efficacia di un vaccino prodotto per le varianti che l'hanno preceduta: uno studio condotto proprio in Israele dimostrerebbe che la protezione dall'infezione (attenzione, non ospedalizzazione) si abbassi addirittura dal 95% al 39%. E poco si sa, ancora, anche sulla durata degli anticorpi dopo le due dosi. "Alcuni studi, sulla base di paramentri di laboratorio, avanzano la tesi che le due dosi di vaccino proteggano per 9-12 mesi, ma si una schermatura che si deteriora progressivamente - ragionevolmente, sarebbe opportuno pensare ad una terza dose a 5 mesi dal richiamo".

La quarta ondata "frena": cosa può accadere adesso

Intanto, però, una buona notizia c'è: la quarta ondata rallenta, lo dice l'incidenza quotidiana dei casi registrati in Italia con il picco previsto nei prossimi giorni. "Che se la tendenza restasse lineare potrebbe avvenire entro Ferragosto", spiega Carlo La Vecchia, docente di Epidemiologia alla Statale di Milano, al Corriere della Sera. Il caso emblematico è dato dalla Lombardia che, dai numeri minimi a fine giugno, inizia la risalita dei casi dal 2 luglio con un''incidenza aumentata dal 48% al 101% la settimana successiva (13-19 luglio). Poi, l'avanza del virus inizia a rallentare: i casi crescono del 38% dal 20 al 26 e nei sette giorni successivi del 28%. Questa settimana, probabilmente, l'aumento sarà ancora più contenuto. "Se continua a scendere, fra una settimana anche l’Rt potrebbe scollinare sotto l’1 e sarebbe la conferma che l’ondata si sta livellando per poi spegnersi - continua La Vecchia - Le previsioni che possiamo fare ora sono diverse e migliori rispetto a dieci giorni fa".

E poi, i ricoveri in Lombardia sono sotto quota mille, numero che potrebbe rimanere tale anche quando si avrà il picco prima di una nuova discesa: i dati lombardi si confermano migliori di molte altre zone d’Italia, come mai? "Dipende da una serie di motivi: intanto molti sono partiti, la campagna vaccinale ha messo in sicurezza meglio che altrove anziani e fragili e poi resta la regione più colpita in passato, motivo per cui il numero degli immunizzati è comunque più alto. Anche la terza ondata era stata più soft che in altre parti d’Italia", conclude La Vecchia.

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