La rabbia di nuovo in piazza: sfilano ancora i gilet arancioni

A Piazza del Popolo, dove si è tenuta la manifestazione del centrodestra unito, sono arrivati anche i gilet arancioni. Proteste al grido di "libertà" e "dimissioni", rivolte al presidente Giuseppe Conte

La rabbia di nuovo in piazza: sfilano ancora i gilet arancioni

Oggi, in Piazza del Popolo a Roma, c'erano anche i gilet arancioni, che hanno dato vita alla loro prima vera manifestazione di protesta. Coi manifestanti anche il leader del movimento, il generale dei carabinieri a riposo, Antonio Pappalardo, che è arrivato nel pomeriggio.

In piazza si solo levati cori di insulti contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre agli inviti al premier Giuseppe Conte a dimettersi. Parole di scherno anche contro la stampa: "Siete venduti, protestiamo contro il sistema capitalistico liberale, siete dei bastardi", avrebbero detto i manifestanti ad alcuni cronisti, secondo quanto riporta Agi. "Sono tutti impiegati, compreso il capo dello Stato che gira la testa dall'altra parte. E il capo del Governo con gravissimi reati e ne deve rispondere con la sua testa", avrebbe urlato da un palco improvvisato Pappalardo, secondo quanto riferisce Lapresse.

Questa mattina, a Piazza del Popolo si erano radunati anche gli esponenti del centrodestra unito, per dare voce agli "italiani dimenticati" e al profondo "disagio sociale" che sta emergendo nel post emergenza del nuovo coronavirus. E, in un'intervista a Repubblica, Giorgia Meloni ha respinto le critiche per la vicinanza tra la manifestazione del centrodestra e quella dei gilet arancioni: "Questo fatto che dovremmo sentirci in imbarazzo anche per cose con le quali non c'entriamo nulla sta diventando stucchevole- ha detto- È un altro movimento, un'altra manifestazione. Punto secondo, io non ho visto in queste manifestazioni simboli di alcun genere". Poi, il leader di Fratelli d'Italia ha ribadito: "Non so chi scenda in piazza dopo di noi. E non rispondo per altri". In ogni caso, ribadisce la leader: "Quest'anno non ci sarà la parata e abbiamo pensato che fosse un giorno propizio per celebrare la Repubblica dando voce ai milioni di persone che non si rassegnano a un'Italia condannata al declino: dal Covid e dalle scelte scellerate di questo governo".

Sulla stessa linea anche Antonio Tajani, che sottolinea: "Gli estremisti non hanno nulla a che fare con noi. Sono isolati. Saranno isolati oggi pomeriggio. Siamo contrari a qualsiasi iniziativa dei gilet arancioni". Poi, il leader di Forza Italia ha aggiunto: "Noi siamo per proposte serie, per costruire un progetto affidabile per il nostro Paese che deve essere realizzato in parlamento con un'azione forte anche dell'opposizione, ascoltando le categorie produttive". E a chi gli chiede se il centrodestra non possa comprendere anche gli estremisti, Tajani risponde: "Per carità, non abbiamo nulla a che vedere".

Anche a Roma, come era successo a Milano, i gilet arancioni non sembrano aver rispettato le regole previste per il distanziamento sociale per evitare il rischio di contagi. Alla manifestazione ci sarebbero alcune centinaia di persone, disposte fianco a fianco sotto un palco improvvisato su un camion: molti di loro non indosserebbero la mascherina. "Il virus non esiste, lo ha detto anche quel professore in tv l'altra sera, c'è stato ma ora non c'è più", dice una manifestante ad Agi. "A quanto pare il coronavirus ha paura di me e non mi attacca- ha detto Antonio Pappalardo nel corso della manifestazione- Lo dicono gli esperti internazionali che questa pandemia è una boiata. Guai a chi mette le mascherine ai bambini a chi vuole mettermi la mascherina io lo prendo a schiaffi". Poi ha aggiunto: "I polmoni sono i miei e so io come curarli". E, rivolgendosi al "popolo che comanda" ha esortato: "Uscite dal guscio, scendete in piazza, ribellatevi. Noi siamo qui per votare subito un nuovo Parlamento e chiediamo una nostra moneta nazionale". "Abbracciatevi tutti", perché si dice "'se vi abbracciate potete prendere il coronavirus', e vediamo se succede".

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