Cronache

Appello pro-migranti alla maturità. Lega: "Pressioni da prof che fa saluto comunista"

Polemica della Lega dopo l'appello pro-migranti alla maturità di un gruppo di liceali: "Palese la pressione psicologica degli ispiratori dell' iniziativa contro l'operato governo italiano". Ma gli studenti negano le pressioni

Appello pro-migranti alla maturità. Lega: "Pressioni da prof che fa saluto comunista"

Gli studenti del liceo Classico Torricelli-Ballardini di Faenza durante la prima prova dell'esame di maturità avevano consegnato un "appello" diretto a Mattarella, Conte e Salvini. Un messaggio contro le politiche sui migranti del governo giallo-verde. La loro iniziativa ha scatenato a Faenza una nuvola di polemiche con la Lega sulle barricate.

Nel testo, secondo quanto riportato anche da Michele Serra su Repubblica, c'era scritto: "Io sottoscritto, in riferimento alla situazione delle persone migranti, pretendo il rispetto dell' articolo 2 della Costituzione, che recita: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell' uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l' adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Chiedo che questo mio messaggio sia recapitato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro degli Interni e al ministro dell' Istruzione". L'appello ha incuriosito i consiglieri della Lega che ora vogliono vederci chiaro. E così è scoppiata la polemica.

Proviamo a ricostruire la storia. Il Resto del Carlino nei giorni scorsi ha pubblicato la notizia secondo cui il suggerimento ai ragazzi sarebbe arrivato da una professoressa. Aigli stundeti sarebbe arrivato un messaggio vocale, spiegano gli esponenti della Lega, "nalla chat 'forumisti', ovvero i ragazzi che hanno partecipato qualche mese fa al forum sulla destra e la sinistra". Nell'audio, secondo quanto riporta il Resto del Carlino, si sentirebbero le seguenti parole: "Un gesto... Se migliaia, spero che ci siano migliaia di maturandi, fossero disposti a scrivere nella prima prova di maturità: 'Io sottoscritto pretendo che venga rispettato l' articolo 2 della Costituzione della Repubblica italiana che recita' e poi lo scrivete, e chiedete che questa vostra richiesta sia comunicata al ministro dell'Interno, al ministro dell'Istruzione, al primo ministro e al presidente della Repubblica... Dopodiché c'è sempre nei verbali lo spazio per eventuali comunicazioni da fare al Miur, e comunque è chiaro che se io mi trovo nella mia commissione anche solo 10 persone che hanno scritto questa cosa mi rivolgo agli organi di stampa e lo comunico".

Per la Lega ci sono tutti i presupposti per una interrogazione al Consiglio comunale. A rinfocolare la polemica c'è anche "una foto della prof in pieno saluto comunista in posa con i suoi studenti. Segnaleremo il tutto al Provveditorato, perché la scuola deve essere apolitica e i professori devono insegnare non indottrinare". A parlare sono i due consiglieri della Lega Gabriele Padovani e Jacopo Berti. "È proprio con i 'forumisti' che la professoressa si fa ritrarre in posa comunista", continuano i leghisti in una nota.

"Mi sembra strano - ha spiegato Padovani - che a fronte di una prova d’esame che viene ricevuta in busta chiusa dal Ministero, diversi ragazzi eseguano lo stesso tema, recitando tutti la richiesta di applicazione dell’articolo 2 della Costituzione. Qua c’è qualcosa che puzza, i ragazzi sono stati indirizzati da una docente nella redazione di una parte dell’esame di Stato. Segnaleremo il tutto al Provveditorato, e speriamo che chi indottrina invece di insegnare, venga punito". Da parte loro gli studenti, contattati dal quotidiano locale, negano ci sia stata una "pressione" da parte della docente: "Anzi - hanno detto - l'insegnante ci ha lasciati liberi di scegliere se scrivere quell' appello o meno. L' idea era già venuta fuori al forum della filosofia".

"A fronte dell’interrogazione comunale - continua la nota leghista - la risposta dell’Assessore è stata invece vaga e inconcludente. Anche i nostri amministratori non si vogliono esprimere. Prima tutti a lodare l’iniziativa umanista dei ragazzi, ora invece silenzio". E ancora: "Aspetteremo i risultati delle prove scritte per sapere se questi studenti saranno premiati per questa loro strumentalizzazione o se i loro temi saranno valutati oggettivamente, tenendo conto della non attinenza alla traccia dell’appello al Presidente della Repubblica e della curiosa coincidenza del fatto che, senza poter comunicare tra loro durante l’esame, più studenti abbiano scritto esattamente la stessa cosa, come se conoscessero preventivamente le tracce. Richiederemo tutti gli accertamenti del caso". Poi concludono: "Prima la foto con i ragazzi con il saluto comunista, poi i messaggi pre esame di Stato con richieste verso gli studenti. La professoressa non si è mossa in maniera limpida e segnaleremo il tutto agli enti preposti. La scuola deve essere sempre apolitica e deve aiutare i ragazzi a comprendere quale idea sposare, non deve indottrinare forzatamente".

Non solo. Perché i leghisti Gianluca Pini e Samantha Gardin hanno presentato anche un esposto alla procura. "Tale iniziativa - hanno scritto i due nell'esposto -, volta a far sottoscrivere ai maturandi una sorta di appello-condanna all' operato dell' attuale governo in materia di contrasto all'immigrazione clandestina, parrebbe, secondo quanto riportato dai maturandi, originarsi da un'idea dei docenti delle stesse scuole superiori della provincia di Ravenna, i quali avrebbero insistentemente chiesto agli allievi di sottoscrivere tale appello-condanna prima dell' inizio degli esami, il tutto sempre secondo quanto affermato dagli stessi maturandi".

Per i leghisti "risulterebbe palese la pressione psicologica degli ispiratori dell' iniziativa contro l'operato governo italiano nei confronti dei maturandi, i quali si troverebbero, nella migliore dell' ipotesi, in evidente imbarazzo a rifiutare una proposta di sottoscrizione di un documento da parte di chi, da li a pochi giorni, deciderà delle sorti di un esame che segna a vita il curriculum di una persona".

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