"Sembrava incinta". Ma la 58enne aveva un tumore che occupava tutto l’addome

Lo strano gonfiore addominale, poi la scoperta: non era provocato dai farmaci contro l’artrite reumatoide

Il tumore di 7,5 chili
Il tumore di 7,5 chili

Non erano i farmaci assunti per curare l’artrite reumatoide a provocare quello strano gonfiore addominale, ma un tumore maligno di enormi dimensioni. Una massa di 7,5 chili che per essere asportata dalla pancia di una 58enne cosentina ha richiesto un intervento chirurgico eccezionale, eseguito dai medici dell’ospedale Annunziata di Cosenza in collaborazione con l’Università degli studi della Calabria. Una operazione – come è stato riferito dai sanitari – “oltre il limite del possibile”, visto che il cancro occupava gran parte dell’addome.

L’intervento è il frutto della collaborazione multidisciplinare di diversi professionisti, medici e chirurghi che lavorano nell’Azienda sanitaria cosentina.

“Mia moglie sembrava incinta – ha raccontato il marito della donna - ma ciò non era possibile. A fare aumentare la sua pancia, da diversi mesi, era quel tumore maligno che ora è stato asportato”. La massa aveva invaso il rene destro e parte dell’intestino, espandendosi dal fegato fino alla vescica. La paziente aveva notato dallo scorso anno questo strano gonfiore addominale, attribuendo ciò agli effetti dei farmaci che prendeva per la cura di una artrite reumatoide, ma a distanza di quasi un anno è emersa la verità.

Si è trattato di un intervento chirurgico eccezionale, consistito nella asportazione in blocco della massa, eseguito dal professor Bruno Nardo e alla sua equipe, composta dai medici Marco Doni e Daniele Paglione, dal primario del reparto di urologia Michele Di Dio, coadiuvati dal personale infermieristico: la strumentista Francesca Esposito e il referente del blocco operatorio Giuseppe Marano.

Circa 8 ore di intervento, ma da pochi giorni la paziente ha lasciato l’ospedale, sta bene e sta avendo un decorso regolare. “Siamo rimasti meravigliati dal decorso normale dopo un intervento così complesso” - ha detto il marito della donna – “ringrazio per l’assistenza che hanno dato a mia moglie, tutti quanti i medici del reparto di chirurgia generale, ma anche gli infermieri e gli ausiliari, che sono stati sempre attenti e vigili, giorno e notte, e sotto la guida del caposala Nicola Benedetto l’hanno aiutata ad alzarsi dal letto ed a farla camminare dopo pochi giorni dall’operazione”. L’intervento è stato reso possibile grazie alla sinergia tra l’ospedale Annunziata e i professori del nuovo corso di medicina e tecnologie digitali dell’Università della Calabria, nelle persone del rettore Nicola Leone e dei docenti Sebastiano Andò, Marcello Maggiolini e Maria Luisa Panno.

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