"Apologia di reato". Scattano le indagini sulla band che inneggia alle Br

Per la band che evoca gli Anni di piombo cambia la musica. A Pescara scatta una denuncia per apologia di reato. Indagato a Reggio Emilia il presidente del circolo Arci che ospitò il concerto

"Apologia di reato". Scattano le indagini sulla band che inneggia alle Br

La musica è cambiata. Ore le esibizioni del gruppo musicale P38, che inneggia alle Brigate rosse nei suoi brani, passeranno al vaglio della giustizia. La Digos sta indagando sui concerti della band di estrema sinistra e sono già scattati dei provvedimenti. Marco Vicini, il presidente del circolo Arci "Il Tunnel" di Reggio Emilia, che il primo maggio scorso aveva ospitato la controversa formazione di "trapper brigatisti", ha infatti ricevuto un avviso per istigazione a delinquere e martedì prossimo, a quanto si apprende, sarà interrogato. I rapper a volto coperto - una volta identificati - potrebbero rispondere in concorso con lui.

Il caso del concerto a Reggio Emilia assume così una piega ben diversa da quella iniziale. Alle contestazioni di chi gli aveva rimproverato di aver dato spazio a una band estremista, il presidente del circolo Arci aveva risposto buttandola in politica. "I fascisti si incazzavano allora a sentire le parole di Giovanni Lindo Ferretti e si infuriano adesso ad ascoltare i P38", aveva affermato lo stesso Vicini, che ora dovrà però argomentare meglio le proprie ragioni davanti alle autorità. Lo stesso, con ogni probabilità, dovranno farlo i componenti della gruppo musicale, che si erano difesi dalle polemiche e in un comunicato stampa avevano rincarato la dose.

"Aldo Moro è stato un morto, come lo sono i morti di overdose nelle periferie abbandonate dallo stato, come lo sono i morti sul lavoro nelle fabbriche che ignorano le norme di sicurezza, come lo sono i morti di una pandemia...", avevano scritto, replicando all'accusa di aver oltraggiato la memoria dello statista democristiano ucciso dalle Brigate rosse. Anche alla luce di quelle dichiarazioni, proprio nelle scorse ore la figlia primogenita del politico aveva annunciato la volontà di denunciare la band, che in un brano intitolato "Renault" canta: "Zitto Zitto pagami il riscatto, zitto zitto sei su una R4...".

E se a Reggio Emilia sono scattate le indagini, anche altrove si è mosso qualcosa. Come riportato dall'edizione locale del Messaggero, a Pescara i componenti della band sono stati denunciati dalla Digos per apologia di reato per il loro concerto del 25 aprile, sempre in un circolo Arci.

Sulla vicenda erano arrivati anche due esposti in procura, uno dei quali a firma di Bruno D'Alfonso, uno dei tre figli di Giovanni, carabiniere abruzzese ucciso dalle Br nel '74 in provincia di Alessandria nello scontro a fuoco per la liberazione dell'industriale Vittorio Vallarino Gancia.

Tra marzo e aprile, la P38 si era già esibita in diverse città italiane tra cui Roma, Firenze, Bergamo, Padova, Bologna e Pescara. Un tour durato forse fin troppo.

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