"Ecco quanto dovranno durare": le ipotesi su green pass e vaccino

Green pass valido per tutto il 2022 e obbligo vaccinale esteso "fin quando circolerà il virus": ecco le ultime richieste degli esperti al governo

"Ecco quanto dovranno durare": le ipotesi su green pass e obbligo vaccinale

Nonostante i passi avanti degli ultimi giorni con la fine dell'obbligo delle mascherine all'aperto, la riapertura delle discoteche e il calo della curva pandemica con meno contagi e ospedalizzazioni, gli esperti premono sul governo affinché non si allenti troppo la corda. Da un lato Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza, prevede l'obbligo del green pass almeno per tutto il 2022, dall'altro Sergio Abrignani, membro del Cts, chiede di estendere l'obbligo vaccinale fino a quando le varianti del Covid saranno in circolazione, probabilmente anni.

La durata del green pass

Certificato verde e super certificato verde serviranno per tutto l'anno, un'abolizione di questa misura è praticamente da escludere per non dare false speranze. È stato molto chiaro Ricciardi che, intervistato da Repubblica, ha specificato che "deve essere chiaro, il virus non scomparirà: una nuova malattia si è aggiunta a quelle che già conoscevamo. Ed è molto più grave dell’influenza". L'esperto sottolinea che non dobbiamo pensare "che sia tutto finito" ma se abbassiamo le difese creiamo le condizioni per un possibile "ritorno di fiamma dell’epidemia". Ecco perché il green pass "serve ancora" e insieme alla vaccinazione "deve diventare uno dei due perni della nuova normalità": è questa la parole d'ordine, un mondo e una vita pre pandemica non sono in questo momento concepibili.

Tecnicamente, però, l'obbligo del certificato decadrà il 31 marzo insieme alla fine dello stato d'emergenza. Cosa succederà? "Per tutto questo 2022 obbligo (di vaccinazione, ndr) e green pass vanno mantenuti. Siamo ancora in un anno di passaggio. Va visto cosa succederà ad ottobre per capire se il virus si ripresenterà e con quale veemenza, così è fondamentale avere già attivi gli strumenti che ci permettono di combatterlo nel modo più efficace", sottolinea Ricciardi, che scinde la fine dello stato d'emergenza, che egli stesso auspica che possa finire, con il mantenimento di "tutte le strategie che ci fanno controllare il virus". Tradotto: avanti con green pass e obbligo vaccinale agli over 50 visto che ci sono ancora "5 milioni di non vaccinati che tengono alto il numero dei morti. Per loro il virus resta molto temibile".

Il vaccino anti Covid

Sulla stessa lunghezza d'onda c'è il professore Sergio Abrignani, membro del Comitato tecnico-scientifico, professore ordinario di Immunologia all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto nazionale di genetica molecolare Invernizzi. "Finché il virus continuerà a circolare la vaccinazione resterà necessaria, e questo probabilmente durerà anni", afferma a La Stampa. Nel 2020, l'aspettativa media di vita degli italiani si è abbassata di un anno e da inizio pandemia nel nostro Paese sono morte oltre 150mila persone a causa del Covid. Ecco perchè questa pandemia è globale (non si chiamerebbe così) e "resta importante continuare a vaccinare sia in Italia sia all’estero per contenere la diffusione del virus e delle varianti. Ce lo insegnano anni di lotta alle malattie infettive", aggiunge l'esperto.

Da domani, 15 febbraio, scatta l'obbligo vaccinale per gli over 50 sul luogo di lavoro: ebbene, anche se la fine di questa misura è prevista per il 15 giugno (quattro mesi esatti), è molto difficile che non sarà rinnovato successivamente. "L’obbligo avrà senso fin quando circolerà il virus, e ho l’impressione che durerà anni". Più chiaro di così. "Gli ultracinquantenni sono 27 milioni, di cui quasi 2 milioni non vaccinati - aggiunge Abrignani - Questi ultimi, un 7%, rappresentano il 70% di chi è in terapia intensiva. Non è solo un problema loro, ma degli ospedali e degli altri malati che non trovano posto". Allontana, però, l'ipotesi quarta dose per tutti se non per i casi di immunodepressi, dializzati e fragili. In passato, conclude l'esperto, tre dosi garantivano "una memoria immunitaria da 5 a 10 anni": speriamo sia così anche con il Covid.

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