Bologna, stella di David sulla porta di un discendente di deportati

Tracciata vicino al campanello di casa. Una freccia indicava il nome dell’uomo. Scattata la denuncia

Bologna, stella di David sulla porta di un discendente di deportati

Un uomo, residente a Bologna, ha presentato denuncia alle forze dell'ordine dopo aver trovato, tracciata sulla porta di casa sua, una stella di David, con una freccia che indicava il suo cognome sul campanello. L’uomo in questione è un discendente di una famiglia ebrea sterminata nell'Olocausto. Dopo gli episodi di antisemitismo verificatisi a Mondovì e a Torino, avvenuti negli scorsi giorni, un altro triste evento.

Stella di David su una porta a Bologna

La sua testimonianza è stata raccolta dal Tg Rai dell'Emilia-Romagna. Ha così raccontato: “Verso le 10 vado a prendermi un caffè al bar e con mia grande sorpresa ho visto la stella con la freccia che va verso il mio cognome sul campanello. Ho sentito il cuore battere forte e mi si è stretta la gola. Ho pensato alla mia famiglia e mi sono chiesto, sinceramente, e ora cosa devo fare?”. Ha poi spiegato di essere agnostico e ha trovato strano “subire una discriminazione sulla base di una militanza religiosa”. Ha perso nella Shoah tutta la famiglia di suo padre tranne lui. Ha deciso di sporgere denuncia e di far cancellare la scritta, a differenza di altre persone che hanno trovato scritte simili alla sua in Piemonte.

Gli altri episodi

Pochi giorni prima di Bologna, altri tre episodi di antisemitismo: a Mondovì, in provincia di Cuneo, la scritta "Juden hier", che in tedesco significa "qui ci sono ebrei", apparsa sulla porta della casa di Lidia Rolfi, staffetta partigiana deportata nel 1944 nel campo di concentramento tedesco di Ravensbrück e testimone degli orrori dell'olocausto. Adesso in quella casa vive il figlio Aldo, dopo che la donna è morta nel 1996. Il secondo terribile episodio a Torino, dove sui muri di un palazzo di corso Casale è comparsa la scritta “crepa sporca ebrea”. In quella casa vive una donna di origini ebraiche, figlia di una staffetta partigiana. Maria Bigliani, figlia della ex deportata aveva spiegato che non avrebbe fatto cancellare la scritta, ormai vecchia, passata, ma che fa ancora male.

L’ultimo è avvenuto giovedì scorso, nel quartiere Vanchiglia di Torino, dove sono stati trovati due adesivi con la scritta “Sieg Heil”, il simbolo delle SS e una svastica. Si trovavano sul campanello dell’appartamento di una donna iscritta all’Associazione nazionale partigiani d’Italia, figlia di un partigiano. La donna ha sporto denuncia alla Digos. La cosa che preoccupa maggiormente è che, come si legge nel 32esimo rapporto dell’Eurispes, per il 61,7% degli intervistati i recenti episodi di antisemitismo non indicherebbero un ritorno del fenomeno. Il 15,6% degli italiani nega la Shoah.

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