In carcere solo perché cristiani: sono migliaia i fedeli dietro le sbarre

Uno studio di Aiuto alla Chiesa che Soffre accende i riflettori sul dramma di migliaia di fedeli cristiani rapiti, detenuti senza un'accusa credibile, torturati o costretti a convertirsi con la forza. Il grido di Asia Bibi: "Nessuno nella comunità cristiana può dirsi al sicuro"

Sequestrati perché "infedeli", rapiti per imporre loro la conversione, imprigionati perché hanno scelto di non rinnegare la propria fede. Sono migliaia nel mondo i cristiani detenuti ingiustamente che soffrono in silenzio: religiosi, attivisti, uomini e donne, ma anche ragazze giovanissime, prelevate con la forza dalle loro case e costrette ad abiurare il loro credo. A fare il punto su un fenomeno sempre più preoccupante è la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, che in uno studio pubblicato oggi rileva come "l’ingiusta detenzione dei cristiani" sia "una delle forme di persecuzione prevalenti, durature e gravi".

Migliaia di fedeli in carcere in tutto il mondo

Il caso più emblematico è quello di Asia Bibi, la bracciante pakistana condannata a morte per blasfemia e costretta a passare diversi anni in carcere dopo essere stata accusata di aver offeso il profeta Maometto. Ma non è l’unico. Nei 50 Paesi considerati più a rischio oltre 300 fedeli ogni mese finiscono dietro le sbarre senza un’accusa plausibile o un giusto processo, mentre i dati della Ong Open Doors parlano di 1.052 cristiani rapiti, soltanto nel corso del 2019. Numeri sconcertanti, che tuttavia potrebbero dare un’idea soltanto parziale della portata di questo dramma.

"È molto difficile tracciare i confini della ingiusta detenzione", sottolinea l’organizzazione nel rapporto intitolato Libera i tuoi prigionieri. Il motivo principale è la mancanza di informazioni, difficili da reperire sia a causa della censura, sia perché, in caso di rapimento, ad esempio, i familiari "temono che la pubblicità possa ostacolare le trattative per il rilascio". Anche per questo è diventato "lo strumento preferito dagli oppressori".

"Sono stata arrestata e messa in isolamento per evitare che la taglia posta sulla mia testa spingesse qualcuno ad uccidermi. Il Governatore del Punjab, Salman Taseer, che era venuto a trovarmi in prigione, e il ministro cristiano Shahbaz Bhatti sono morti per avere preso le mie difese, uccisi a sangue freddo perché hanno dato voce a quelli che, come me, sono stati falsamente accusati di blasfemia. Migliaia di estremisti hanno paralizzato il Paese perché volevano la mia morte, tutto perché sono cristiana", scrive proprio Asia Bibi nella prefazione del report.

"Nei momenti più bui – rivela - mi ero ripromessa che se fossi sopravvissuta al mio calvario – una croce che ho portato per anni e anni – sarei stata al fianco di coloro che soffrono come io ho sofferto". "Di fatto – avverte Asia Bibi - nessuno nella comunità cristiana può godere di sicurezza", vista "l’entità del male compiuto da predatori sessuali, gruppi militanti e regimi crudeli". "È tempo che il mondo ascolti le loro storie – incalza – perché chi, sfidando la legge, detiene persone innocenti finalmente venga assicurato alla giustizia".

I raid degli islamisti in Nigeria

Le storie dei cristiani rapiti o rinchiusi ingiustamente sono tante. In Nigeria, ad esempio, i sequestri ai danni dei cristiani sono all’ordine del giorno. Basti pensare alle 276 ragazze rapite nel 2014 da Boko Haram. Ogni anno, secondo i dati citati nel rapporto di Acs, più di 220 cristiani vengono fatti prigionieri dai gruppi jihadisti. La pandemia ha contribuito ad aggravare la situazione, con gli islamisti che, approfittando dell’impegno del governo sul fronte del Covid, hanno intensificato gli assalti ai villaggi a maggioranza cristiana.

Lo scorso aprile nel giro di pochi giorni sono state rapite 13 persone nello stato di Kaduna e altrettante sono state uccise. Un nuovo assalto dei pastori Fulani, nel maggio del 2020, ha portato all’uccisione di 17 persone e al rapimento di un missionario. Da oltre due anni Leah Sharibu, che ha compiuto 17 anni il 14 maggio del 2020 resta ancora nelle mani dei jihadisti di Boko Haram. Quando il gruppo jihadista liberò oltre cento studentesse nel febbraio del 2018, lei fu l'unica a non essere rilasciata perché rifiutò di rinunciare alla fede. Era quello il prezzo che i suoi rapitori le chiedevano di pagare in cambio della libertà.

"L'abbiamo scongiurata di limitarsi a recitare la dichiarazione islamica e indossare l'hijab per poter entrare con noi nel veicolo, ma lei ha risposto che quella non era la sua fede: perché avrebbe dovuto attestare il falso? Se vorranno ucciderla, potranno farlo, ma lei non dirà mai di essere musulmana", racconteranno di lei le sue compagne di prigionia. Sua madre, Rebecca Sharibu, continua a battersi perché venga finalmente rilasciata.

Leah Sharibu, sequestrata in Nigeria dai jihadisti di Boko Haram.

Migliaia di ragazzine sequestrate e violentate in Pakistan

Anche in Pakistan, dove è in vigore una controversa legge sulla blasfemia, il coronavirus ha peggiorato la situazione per i cristiani. La chiusura dei tribunali, ad esempio ha determinato ritardi nell’esame dei casi delle persone recluse e in attesa di appello. E così i fedeli in carcere proprio per blasfemia e le famiglie delle ragazze cristiane rapite per essere date in sposa a uomini musulmani e costrette a convertirsi all’Islam restano ancora in attesa di giustizia. Non sono poche. Nel 2018, soltanto nella provincia del Sindh, sono state sequestrate oltre mille giovanissime.

Le loro storie sono simili a quelle di Maira Shahbaz, una ragazzina cristiana di 14 anni, rapita lo scorso aprile a Madina, una cittadina nei pressi di Faisalabad da tre uomini armati. L'adolescente è stata data in sposa ad uno dei suoi rapitori, un uomo sposato con due figli. La sua famiglia si è battuta nei mesi scorsi per farla tornare a casa, ma ben due sentenze del tribunale hanno dato ragione al suo aguzzino. Finché la giovane, lo scorso agosto, è riuscita a fuggire di notte e a denunciare l'incubo vissuto nei mesi precedenti alla polizia. Nakash, l'uomo che l'ha sequestrata, l'ha drogata, costretta ad abbandonare il cristianesimo, violentata varie volte e filmata per poterla ricattare.

L'avvocato di Maira ha chiesto l'annullamento del matrimonio e l'arresto dell'uomo per pedofilia. Ma in attesa che sia fatta giustizia, la giovane e la sua famiglia oggi sono costretti a vivere nell'anonimato per timore di ritorsioni.

Maira Shahbaz, rapita e costretta a convertirsi in Pakistan.

Le ragazze copte rapite in Egitto e gli arresti arbitrari in Eritrea

Il problema dei sequestri si riscontra anche in Egitto, dove le ragazze copte vengono prese di mira dagli islamisti che dopo averle prelevate con la forza le costringono a sposarsi ed abbracciare la religione musulmana. "Almeno due o tre ragazze spariscono ogni giorno a Giza e il numero di casi portati all’attenzione pubblica è significativamente inferiore a quello effettivo dei rapimenti", denuncia Acs-Italia.

Oltre 1.350, invece, sono i leader religiosi e i fedeli laici detenuti in Eritrea. Nel Paese africano, che riconosce ufficialmente la Chiesa ortodossa eritrea di Tawaheddo, l'Islam sunnita, la Chiesa Cattolica romana e la Chiesa Evangelica luterana dell'Eritrea, chi non si adegua alle richieste del governo viene sbattuto in carcere.

È il caso del patriarca ortodosso Abune Antonios, agli arresti domiciliari dal 2007 "per essersi ripetutamente opposto all'ingerenza del governo negli affari ecclesiastici". Le detenzioni arbitrarie sono all’ordine del giorno, così come le violenze sui "prigionieri di coscienza", detenuti in oltre 300 siti dislocati su tutto il territorio. La pandemia ha aggravato la situazione. In soli due mesi, la scorsa primavera, almeno 45 cristiani sono stati imprigionati per aver partecipato a funzioni religiose domestiche. E si teme anche per la loro salute, visto il sovraffollamento dei centri di detenzione.

La repressione in Cina e in Corea del Nord

Ma è soprattutto in Cina che il virus ha permesso alle autorità di reprimere ulteriormente la libertà religiosa della comunità cristiana. Con il Covid sono aumentate sorveglianza e oppressione. La scorsa primavera le forze di polizia hanno fatto irruzione durante una funzione religiosa portando via i fedeli con violenza, e addirittura in casa di un pastore, arrestato per "sovversione". Secondo lo studio di Acs nel Paese è in atto una "repressione dei gruppi ecclesiastici che rifiutano di cooperare con la sinizzazione".

Il risultato, secondo gli analisti, è che, anche grazie alla pandemia, "il governo cinese sta consolidando in modo aggressivo il dominio su decine di milioni di cristiani". I numeri parlano chiaro: già prima dell’avvento del Covid, tra il novembre 2018 e il 31 ottobre 2019, Pechino aveva già imprigionato senza accusa 1.147 cristiani a causa della loro fede, oltre a demolire chiese, distruggere le croci e interferire prepotentemente nella vita della Chiesa.

Spostandoci nella vicina Corea del Nord, quasi la metà dei detenuti nei campi di lavoro del regime di Kim Jong sono imprigionati perché cristiani. I fedeli dietro le sbarre potrebbero essere più di 50mila, costretti ad "affrontare condizioni di vita terribili" e a lavorare "per l’avanzamento dei programmi nucleari e balistici della Corea del Nord". Secondo i dati citati da Acs-Italia, "l’ingiusta detenzione di cristiani, sia da parte degli Stati che di soggetti non governativi, emerge come una violazione dei diritti umani in 143 Paesi in cui vi sono gravi vessazioni ai fedeli".

L'appello di Asia Bibi: "Liberate i prigionieri"

"Agire tempestivamente – rimarca la fondazione pontificia nel report - è fondamentale e non deve essere ostacolata nell’evidenziare la portata del problema". "È tempo che i governi agiscano, è tempo di manifestare in difesa delle nostre comunità di fedeli, vulnerabili, povere e perseguitate", è l’appello di Asia Bibi. "Non dobbiamo fermarci – insiste la donna - finché l’oppressore non senta finalmente il nostro grido: ‘Libera i tuoi prigionieri’".

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Commenti

agosvac

Gio, 26/11/2020 - 13:24

Ma, di queste cose, Papa Francesco ne sa niente?????????????

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Gio, 26/11/2020 - 13:37

A francesco non interessano queste cose l'importante è che gli invasori si trovino bene in itaGlia.

venco

Gio, 26/11/2020 - 14:19

Bergoglio mai che parli dei cristiani perseguitati nel mondo, ma ultimamente ha fatto capire di preoccuparsi degli uiguri che è una minoranza islamica perseguitata in Cina.

newman

Gio, 26/11/2020 - 14:23

Se un mussulmano venisse schiaffeggiato da un cristiano si riunirebbe il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere il caso di intolleranza religiosa ed islamofobia. Ca. 100.000 cristiani secondo una ricerca del Pew Research vengono uccisi nel mondo per la loro religione, non per altre cause. I cristiani sono la minoranza religiosa piú perseguitata del mondo. Avete sentito l'elite progressista insorgere in protesta per questo scandalo? Ma neanche un fruscio di foglie nella foresta mediale. "Christian lives don't matter!" E papa Francesco continua a baciare i piedi e le scarpe dei mussulmani. Parafrasando un 'bon mot' di Clinton, a coloro che glielo rinfacciano Francesco I risponde: "It's the Image, my image, stupid!"

ilbelga

Gio, 26/11/2020 - 14:31

Qualcuno si metterà in ginocchio e magari pregherà per questi poveri Cristi??? Perché la chiesa non tuona, perché l'ONU non dice niente, perché l'europa invece di impegnarsi su queste cose ci impone di pagare gli assegni ai congiunti anche se residenti all'estero.

APPARENZINGANNA

Gio, 26/11/2020 - 14:31

E francesco ben zitto! Però per le minoranze musulmane in Cina parla in loro difesa ed espone i Cristiani cinesi a ritorsioni!

Ritratto di ANGELO LIBERO 70

ANGELO LIBERO 70

Gio, 26/11/2020 - 14:43

Cari ingenui commentatori, non vi preoccupate di Papa Francesco che conosce infinitamente meglio il problema di voi, che l'avete scoperto solo oggi da un articoletto del giornale.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 26/11/2020 - 15:33

@ANGELO LIBERO 70 - ma non lavori mai?

zadina

Gio, 26/11/2020 - 15:54

Papa Francesco da voce solo per difendere persone di altre religioni, dimenticando i cattolici perseguitati, io fino da piccolo abituato da mio nonno o sempre dato il mio contributo alla chiesa, Francesco mi ha deluso molto, non contribuisco più con 8 x 1000 non vado più in chiesa e ho rifiutato la benedizione Pasquale della casa, il mio danaro non lo spende più.

Ritratto di moshe

moshe

Gio, 26/11/2020 - 16:30

tutti in Italia, in vaticano non c'è posto !

giangar

Gio, 26/11/2020 - 16:37

A chi accusa il Papa di disinteressarsi dei cristiani perseguitati, o di non parlarne , consiglierei di rileggersi un articolo comparso giorni fa sul Giornale in cui, molto lucidamente, si diceva che la Chiesa sa che per ogni denuncia pubblica troppo diretta contro qualche Stato "a farne le spese saranno i cristiani in quei Paesi, perché nessuno, in Occidente, alzerà un dito per difenderli o aiutarli." Ecco il vero motivo della prudenza! Il Papa innanzitutto prega e poi muove quel po' di diplomazia che può agire in quei paesi, per non peggiorare con ritorsioni le già difficili condizioni dei cristiani. La situazione dei cristiani è seguita, anche con aiuti concreti, da associazioni come Aiuto alla chiesa che soffre, che provvede a far conoscere le persecuzioni denunciate in questo articolo che sottolinea che la suddetta Associazione è una fondazione pontificia. Altro che disinteresse perché si preferiscono i musulmani, balla colossale che vedo ripetuta da alcuni commentatori.

giangar

Gio, 26/11/2020 - 16:50

@zadina 15:54 - Lei è libera di non dare più l'8 x 1000, ma tenga presente che l'associazione Aiuto alla Chiesa che soffre, che, oltre a far conoscere queste situazioni di persecuzione, aiuta concretamente i perseguitati e le loro famiglie, è una fondazione Pontificia sostenuta anche con i fondi dell'8 x 1000.

maurizio-macold

Gio, 26/11/2020 - 17:01

I vari VENCO, AGOSVAC, LEONIDA55, NEWMAN, prima di scrivere insulsaggini dovrebbero pensare alle parole di papa Francesco ed al suo prodigarsi in aiuto della povera gente che viene perseguitata in ogni parte del mondo. Papa Francesco di comporta da CRISTIANO, e non un destrorso bigotto cattolico integralista.

giangar

Gio, 26/11/2020 - 17:05

Quelli che, giustamente, si preoccupano per i cristiani perseguitati, dovrebbero rivedere la posizione che i migranti andrebbero respinti prima di farli sbarcare. Nonostante le sciocchezze che si dicono che sono tutti musulmani, la maggioranza dei migranti sono cristiani, alcuni dei quali provenienti proprio da quei paesi dove ci sono feroci persecuzioni.

APPARENZINGANNA

Gio, 26/11/2020 - 17:07

Niente più 8 per mille a chi difende tutti i non cristiani.

ex d.c.

Gio, 26/11/2020 - 17:37

Più che il 'Giornale' dovrebbe parlarne l'organo ufficiale della Chiesa e soprattutto il Papa, che invece si occupa del clima, dell'inquinamento e dei dittatori comunisti

angelorosa

Gio, 26/11/2020 - 17:59

qualcuno dice che Papa Francesco sa di tutte queste cose, ne sono certo come sono certo che non fa assolutamente nulla. Basta guardare che ha fatto in questi ultimi 8 anni circa per rendersene conto. Controllate in tutti questi anni le pagine dei giornali Repubblica, Avvenire ecc.ecc.Così si possono vedere le "attenzioni papali".

claudioarmc

Gio, 26/11/2020 - 19:56

Bergoglione distratto o annoiato?

newman

Ven, 27/11/2020 - 14:21

@ giangiar Potrebbe citare gentilmente le fonti statistiche del suo asserto che la maggioranza dei migranti che giungono in Italia sono cristiani? Regards.

newman

Ven, 27/11/2020 - 14:24

@maurizio-macold (17:01) La incoraggio a presentare la sua opinione senza ricorrere ad insulti. Vede, Maurizio, l'insulto non é civile e viene usato, come ci insegna il "Peri Hermeneias", in mancanza di argomentazioni solide.

newman

Ven, 27/11/2020 - 14:26

@ ANGELO LIBERO 70 - Da angelo libero settantenne dovrebbe sapere che l'argomento "il papa sá tutto" ai giorni nostri non ha alcun valore probativo.

newman

Ven, 27/11/2020 - 15:16

Come ci viene comunicato dall'organo ufficiale "VaticanFakeNews Agency", denominato anche "Alice nel paese della meraviglie", che, dopo il bacio pontificio delle scarpe della delegazione somala in Vaticano, la persecuzione dei cristiani in paesi mussulmani é miracolosamente cessata.