Cerciello, l'ultimo mistero: "Il pusher era un informatore dei carabinieri"

Spunta il verbale "segreto" depositato in aula durante il processo: a dichiararlo è stato un militare dell'Arma che non era in servizio la notte dell'omicidio

Cerciello, l'ultimo mistero: "Il pusher era un informatore dei carabinieri"

Spunta un nuovo particolare nell'ambito del processo sulla morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso con 11 coltellate nel corso della notte tra il 25 e il 26 luglio in via Pietro Cossa, a Prati: Italo Pompei sarebbe stato un confidente delle forze dell'ordine. La rivelazione è contenuta in un verbale rimasto "segreto", depositato in aula durante il processo: stando alle dichiarazioni rese da un militare dell'Arma - che non era in servizio la notte dell'omicidio - il presunto pusher di Trastevere era appunto un informatore. Il tutto è contenuto in un verbale risalente a settembre scorso, acquisito su istanza delle difese e messo a disposizione delle parti a quasi un anno dall'accaduto.

Si tratterebbe di un ulteriore tassello utile per tentare di ricostruire le esatte dinamiche del caso, che comunque resta molto intricato e pieno di dubbi e misteri. Il carabiniere ha spiegato come Pompei fornisse informazioni, ma non sarebbe emerso alcun tipo di legame tra l'informatore e Cerciello. Per l'assassinio sono attualmente in carcere i due giovani americani Finegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth.

Il rapporto con il pusher

Come riportato dal Corriere della Sera, nel documento si evince anche che la sera del delitto i militari in servizio a Trastevere erano impegnati in un'operazione che sarebbe stata organizzata proprio grazie all'aiuto del collaboratore. L'appuntato Fabrizio Pacella, sentito come testimone il 17 settembre 2019, ha raccontato di aver conosciuto Pompei durante l'espletamento del servizio di carabiniere di quartiere, al momento dell'arrivo alla stazione Trastevere: "Con Pompei ho instaurato una sorta di collaborazione che ha permesso al mio comando di effettuare alcuni arresti e denunce per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti".

I due si sarebbero incontrati principalmente da soli, tenendo riservati i vari appuntamenti per evitare che fossero notati insieme da qualche pregiudicato: "Per darmi notizie mi contattava telefonicamente, per lo più tramite sms. Mi scriveva di incontrarci in luoghi poco frequentati che potevano garantire la riservatezza delle nostre conversazioni". Pacella nel verbale descrive quanto avvenuto il giorno dell'omicidio: "Ero di pattuglia con la vettura. Quella mattina sono stato contattato dall’appuntato Marco Accettura perché aveva necessità, per motivi di servizio, di rintracciare un cittadino maghrebino". Avrebbe poi chiamato Italo per chiedergli dove fosse El Mathi, anche per verificare la disponibilità a mettersi in azione per rintracciarlo: "So che Accettura ha poi individuato El Mathi in piazza Mastai probabilmente grazie alle indicazioni di alcune persone che abbiamo contattato insieme in quella piazza".

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