"Ci sono troppe ombre". I genitori di Merlo sporgono denuncia

La famiglia Merlo chiede verità sulla morte del figlio Michele dopo quattro giorni di agonia. Poteva essere salvato? Domenico Merlo denuncia: "L'intervento del 118 al limite dell'insulto e della violenza"

"Ci sono troppe ombre". I genitori di Merlo sporgono denuncia

Dopo il dramma e il dolore per la prematura scomparsa di Michele Merlo, ucciso da una leucemia fulminante dopo quattro giorni di agonia, si apre un nuovo capitolo della vicenda. La Procura di Bologna ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti dopo la denuncia presentata dai genitori di Michele.

Poco importa che l'Ausl territoriale abbia avviato un'indagine interna per verificare possibili negligenze da parte del personale del pronto soccorso dell'ospedale Vergato, dove Michele si era recato, per la prima volta mercoledì. La famiglia di Michele ha chiesto giustizia presentando la denuncia. Lo aveva annunciato nelle scorse ore al Resto del Carlino: "Sicuramente un'indagine la faremo partire noi: mi sono già rivolto agli avvocati e abbiamo intenzione di sporgere denuncia. Ci sono moltissime ombre e noi vogliamo chiarezza". E così è stato. Il procuratore capo Giuseppe Amato in una nota ha spiegato: "Essendovi formale denuncia la Procura di Bologna ha iscritto il fascicolo a modello 44, per il reato di cui all'articolo 589 del codice penale, per il necessario svolgimento dell'autopsia e per lo svolgimento delle attività investigative connesse".

Gli investigatori e la magistratura ora dovranno accertare "se vi siano stati errori o omissioni". Sarebbero più di una, secondo quanto denunciato da Katia e Domenico Merlo, le leggerezze commesse dai sanitari tra mercoledì e giovedì, giorni in cui Michele ha avuto un tracollo e è stato operato d'urgenza al Maggiore di Bologna, prima di morire.

La prima volta nel pronto soccorso a Vergato, mercoledì. Michele si era presentato in preda a un mal di testa lancinante e mal di gola. Perdeva sangue dal naso e sul corpo aveva diversi ematomi. Sintomi tipici della leucemia, che avrebbero dovuto far scattare un campanello d'allarme nei sanitari. "Il medico che lo ha accolto - ha raccontato il padre - gli avrebbe intimato di 'non intasare gli ospedali per un mal di gola e due placche'. Invece mio figlio è stato rimandato a casa. Un medico poco più attento si sarebbe accorto che qualcosa non andava, avrebbe riconosciuto i sintomi della leucemia e disposto degli accertamenti".

La seconda volta giovedì sera a casa della fidanzata di Michele, Luna, dove il cantautore ha perso conoscenza in preda alle convulsioni. L'intervento dei sanitari del 118 - definito "burrascoso" da Domenico Merlo - non sembra esser stato del tutto professionale. "I nostri legali approfondiranno cos’è accaduto - ha raccontato al quotidiano bolognese l'uomo - ma di certo il modus operandi del sanitario intervenuto è stato quantomeno inidoneo. Mio figlio aveva le convulsioni e perdeva sangue dal naso; probabilmente l'operatore non sapeva gestire la situazione. Fatto sta che ha avuto un comportamento e ha detto frasi decisamente fuori luogo. Al limite dell'insulto e della violenza".

La famiglia Merlo, seguita dai propri legali, ha già avuto due incontri con il direttore del reparto dell'ospedale Maggiore, dove Michele è stato curato con attenzione dopo il ricovero giovedì notte. Per tutti è importante capire se la morte di Michele poteva essere evitata. Per questo Katia e Domenico hanno chiesto che venga effettuata l'autopsia sul corpo di loro figlio. I funerali, dunque, sono rimandati a data da destinarsi in attesa dell'esame autoptico. "Solo dopo potremo pensare al funerale e a dargli l’ultimo saluto", hanno fatto sapere i Merlo.

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