Cl si piega a Repubblica e censura la conferenza sulla teoria del gender

Il Movimento fondato da don Giussani censura una conferenza sulla teoria del gender per non creare polemiche

Cl si piega a Repubblica e censura la conferenza sulla teoria del gender

Un incontro sul gender, che si sarebbe dovuto tenere questo pomeriggio al Meeting, è stato fatto saltare. La motivazione ufficiale, che è stata riportata da Repubblica, è la seguente: "Evitare la sovrapposizione di dibattiti ed eventi nel già ricco programma della manifestazione". In realtà, chi era presente al Meeting ha raccontato un'altra verità, che sa un po' di censura. L'incontro sarebbe stato fatto saltare in seguito a un video, girato da Repubblica, che mostra un domenicano, padre Giorgio Maria Carbone, che dice: "Le coppie eterosessuali sono esposte a meno rischi, cardiovascolari, respiratori, suicidio e Aids, rispetto alle coppie dello stesso sesso conviventi o sposate". Citava dati, consultabili da tutti. Ovviamente lo ha ripreso e lo ha dato in pasto ai "leoni da tastiera" gay-friendly. Il risultato? Nel pomeriggio l'incontro di padre Carbone sulla teoria del gender è saltato. Meglio: è stato fatto saltare "per evitare polemiche".

Ma quest'anno il popolo del Meeting si è segnalato per due tremende figuracce. La prima: un islamista, vicino ai Fratelli Musulmani, invitato a parlare di dialogo interreligioso. La seconda, invece, riguarda il tranello teso da alcuni giornalisti del Fatto e di Repubblica a degli ingenui volontari. Sono state infatti poste domande a trabocchetto, fatte apposta per screditare ciò che di buono lì c'è e, diciamolo, anche per dimostrare che i ciellini sono, in definitiva, pure un po' sfigati: si inquadrano quattro ragazze un po' stonate, si fanno leggere due righe decontestualizzate di alcuni libri pro-gender e si chiede: "Ti sembrano libri malvagi?". La risposta dell'intervistato è ovviamente negativa. E il giornalista di Repubblica gongola: "Vedi, questi sono i libri che Brugnaro vorrebbe mettere all'indice perché insegnano la teoria del gender". E il ciellino rimane lì, un po' inebetito, consapevole di averla fatta forse un po' troppo grossa.

Ultimamente Cl non ha brillato. Una fetta si è gettata tra le braccia di Angelino Alfano, contando politicamente sempre di meno. A ciò si sono aggiunti i casi di Formigoni e Lupi. Capita l'antifona, gli organizzatori del Meeting hanno ridimensionato (e di parecchio) la presenza di Ncd all'evento.

In Ucraina, il Movimento si è schierato a favore di piazza Maidan, ovvero - indirettamente - al fianco di Pravy Sector e del Battaglione Azov, neonazisti del Duemila. Non che i ciellini lo sapessero, ben inteso. Hanno solo apprezzato lo slancio della piazza, gli ideali di libertà che la muovevano, ma che, in realtà, si sono rivelati un flop totale.

C'è poi il capitolo, immenso, riguardante i principi non negoziabili. Parte della "dirigenza" del Movimento, in effetti, non li negozia. Semplicemente si tira indietro. Qualche mese fa si è tenuta una importante manifestazione a Roma. Una manifestazione a sostegno della famiglia tradizionale e contro il gender. Dai quadri è partito un ordine ben preciso: "Vietato andare". Quasi si trattasse di un convegno del Ku Klux Klan. La motivazione della "dirigenza" fu: le contrapposizioni non "portano a risultati costruttivi e convincenti, perché viviamo in una società in cui l’ideologia prevale sull’esperienza", quindi meglio starsene tranquilli a casa. E lasciare così che il parlamento approvi amabilmente il gender e lo diffonda nelle scuole.

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