Colpiamo i furbi, salviamo gli altri

Pagherei per essere smentito, ma le scuole non riapriranno ad aprile e neppure a maggio, l'anno scolastico finisce qui.

Colpiamo i furbi, salviamo gli altri

Una cosa per favore: non prendeteci in giro, che non siamo ragazzini alle prime armi. Pagherei per essere smentito, ma le scuole non riapriranno ad aprile e neppure a maggio, l'anno scolastico finisce qui. E lo stesso accadrà per le attività commerciali e la libera circolazione. Ditelo chiaramente, non illudete la gente che da un momento all'altro si possa ripartire a pieno regime come se nulla fosse. Anzi, semmai ci aspetta a breve un nuovo giro di vite. Ma ditelo chiaramente, non con vaghe allusioni nelle quotidiane interviste a giornali e tv.

Quello che ci era stato venduto come uno sprint, si sta rivelando una maratona. Se non tutti i cittadini hanno capito la gravità della situazione, è probabile che tra di loro ci siano alcuni sordi, ma è anche possibile che il messaggio non sia stato chiaro e onesto. Non basta dire loro «state in casa», se poi li si abbandona in balìa dei loro problemi, grandi o piccoli che siano. Passano i giorni e le settimane e ancora nessuno ha avuto concretamente un aiuto: non un euro, non un rimborso, non un congedo parentale riconosciuto (l'Inps non sa come farli o, peggio, non è attrezzata a farli), nessuna assicurazione reale sulle scadenze fiscali (che andrebbero sospese, non spostate di cinque giorni), niente mascherine gratuite per tutti, non un'assistenza domiciliare degna di questo nome, ecc. Niente, solo parole e decreti vuoti perché mancano le norme attuative e nessuno sa cosa fare.

«State a casa», certo. Dobbiamo «stare a casa», ma se lasciata sola, senza orizzonti temporali e garanzie economiche, tra un po' la gente andrà fuori di testa, e allora addio ordine e disciplina. Vivere in quattro in un bi-trilocale ventiquattro ore al giorno è dura, farlo senza le entrate a fine mese e non sapendo cosa succederà dopo è una tortura che non si merita nessuno.

Molti governatori, da Nord a Sud, stanno chiedendo di mettere in campo l'esercito per contrastare i «sordi» che continuano a comportarsi da untori. Bene, ci può anche stare. Ma, parallelamente, serve un esercito che si occupi di chi ha sentito bene e si è adeguato. Se perseguitiamo, giustamente, il commerciante che tiene aperto il bar e non ci occupiamo di quelli che i bar hanno dovuto chiuderli, non ne usciamo. Facciamo, faccia il governo, che questa volta non vinca l'Italia dei furbi ma quella degli onesti.

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento