Colpo a clan dell'Arenella. In manette anche il boss Gaetano Scotto

In tutto sono 8 le persone finite in manette nell'operazione della Dia. Gli investigatori: "Scotto aveva ripreso la guida della famiglia mafiosa"

Colpo a clan dell'Arenella. In manette anche il boss Gaetano Scotto

Duro colpo al clan dell'Arenella. Questa mattina, all'alba, la Dia di Palermo ha fermato 8 persone, ritenute affiliate a una delle famiglie mafiose più rappresentative del mandamento di Palermo-Resuttana. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa. Tra loro anche il boss Gaetano Scotto e il fratello Pietro.

Secondo gli investigatori, il boss "dopo la scarcerazione ha ripreso la guida della famiglia mafiosa dell'Arenella, una delle più rappresentative del mandamento di Palermo-Resuttana, capeggiato dai fratelli Madonia". Grazie alle intercettazioni e alle attività investigative, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire "la complessa e articolata rete relazionale" dispiegata da Scotto e "le dinamiche interne al sodalizio mafioso di riferimento". La Dia, infatti, ha confermato "un progressivo e cauto reinserimento di Gaetano Scotto nel suo quartiere all'indomani della scarcerazione, con il pieno recupero del suo ruolo e della sua autorità all'interno di cosa nostra". Era considerato dagli altri membri dell'associazione mafiosa un punto di riferimento, "per la risoluzione di ogni tipo di problema".

Dall'operazione White Shake, che ha portato agli arresti di questa mattina, è emerso anche il controllo di Scotto delle "attività economiche", oltre alle attività di organizzazione e coordinamento delle attività di estorsione. Inoltre, secondo la Dia, il boss "mantiene rapporti con esponenti di altre famiglie mafiose e sostiene i parenti degli affiliati detenuti". Gli investigatori spiegano che "Scotto ha l'abitudine di dare risposte o impartire ordini in maniera si potrebbe definire 'itinerante', evitando ogni luogo al chiuso e camminando lungo le strade del quartiere". Il boss faceva attenzione a non pronunciare mai il nome dell'interlocutore e si limitava alle parole strettamente necessarie, per impartire le proprie direttive. Inoltre, come riferisce AdnKronos, l'inchiesta ha messo in luce "un importante spaccato sulla gestione delle concessioni e sul controllo di alcune attività imprenditoriali nel corso degli anni da parte della famiglia dell'Arenella, in grado di autorizzare ed indirizzare l'apertura di imprese commerciali e la gestione del commercio ambulante".

Le indagini hanno evidenziato anche "il ruolo carismatico di Gaetano Scotto, il quale ha dimostrato (come peraltro riconosciutogli anche da altri uomini d'onore appartenenti addirittura ad altri mandamenti palermitani) di saper gestire il ruolo riconosciutogli e la sua influenza territoriale ponendosi al di fuori delle ordinarie dinamiche di cosa nostra, evitando incontri, riunioni ed altre relazioni suscettibili di sovraesposizione". Al boss erano state proposte anche cariche più "prestigiose", sempre rifiutate. In una delle comunicazioni intercettate dalla Dia, Scotto diceva: "Mi hanno chiesto di fare il capo mandamento, ma sono pazzi! Io devo ringraziare il Signore di essere uscito, non se ne parla proprio!".

Così, dalle indagini, è emerso che, dopo la scarcerazione, Scotto era tornato ad occupare il ruolo di capo della famiglia mafioso, "in realtà mai abbandonato negli anni, poichè gestito, in sua assenza, sia dai fratelli Francesco Paolo e Pietro, sia da altri uomini d'onore, fedeli alla sua persona, che hanno retto il sodalizio mafioso durante la sua assenza".

Gaetano Scotto è indagato per l'omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie, uccisi il 5 agosto del 1989. Secondo l'accusa, sarebbe lui il mandante del delitto. Come ricorda Repubblica, boss ha gia scontato una condanna per mafia e traffico di droga e, una volta uscito dal carcere, 4 anni fa, sarebbe tornato a capo della famiglia dell'Arenella. Al suo ritorno dal carcere, il boss avrebbe "trovato un intero quartiere ad attenderlo, pregno di devozione e di rispetto". E il 14 giugno del 2016 avrebbe partecipatoo alla festa di Sant'Antonio, salendo anche sulla barca che trasportava il santo.

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