Il Comune paga 24mila euro per un motorino abbandonato da 33 anni

I mezzi sequestrati vengono dimenticati nei depositi. E così lo Stato e i Comuni, dopo anni, devono pagare cifre folli per veicoli arrugginiti

Il Comune paga 24mila euro per un motorino abbandonato da 33 anni

Chiamatela pure follia burocratica. Non si tratta di altro, quando un Comune o lo Stato è costretto a pagare 24 mila euro per un motorino fuori produzione (Enduro Tgm), pieno di ruggine, abbandonato da 33 anni in un deposito mezzi. Ben 24mila euro per qualcosa che vale poco più di qualche decina di euro. Una spesa folle, con soldi prelevati - manco a dirlo - dalle tasche dei contribuenti.

Non è un caso isolato. Come riporta la Stampa, infatti, il “problema” dei mezzi sequestrati dalla polizia e lasciati a marcire in qualche deposito mezzi è diffuso in tutto il Paese. In un deposito lombardo è parcheggiata una Renault 5 bianca, sequestrata il 3 dicembre 1988. Il proprietario non l’ha mai reclamata, il Comune e la Prefettura non se ne sono interessati. E così ora il suo deposito costerà allo Stato 18mila euro. Quando una moto o un’auto vengono sequestrate (guida senza patente, in stato di ebrezza e altre violazioni del codice della strada), il proprietario - se rivuole il mezzo indietro - deve pagare la multa e recuperare il veicolo dal deposito. Pagando, ovviamente, il costo della custodia. Ma - come spesso accade - se il suddetto proprietario preferisce perdere l’auto piuttosto che pagare, chi ha sequestrato il mezzo dovrebbe inviare il fascicolo in prefettura, la quale prima confisca il bene, poi decide se venderlo o demolirlo.

Semplice, ma non troppo. Nel senso che la macchina burocratica italiana s’inceppa il più delle volte. E quei fascicoli rimangono chiusi nei cassetti per anni. Intanto, però, il costo della custodia continua a salire. Giorno dopo giorno. Visto che il proprietario non pagherà mai, tocca allo Stato provvedere. Prelevando i soldi dalle tasche dei contribuenti.

Al convegno nazionale dell’Ancsa, l’associazione nazionale dei centri di soccorso autoveicoli, inoltre, i diretti interessati si sono lamentati delle fatture emesse e mai pagate dalle autorità competemti. Le prefetture di Salerno erano esposte per 6 milioni di euro. “Ho crediti nei confronti dei Comuni per 600.000 euro e delle prefetture per 160.000”, dice alla Stampa il presidente dell’Assi, associazione soccorsi stradali italiani, Gerardo Vegetti. Somme che, prima o poi, lo Stato dovrà pagare. Rivalendosi su tutti noi. Sui contribuenti. Pagando una cifra folle un vecchio motorino arrugginito.

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