Tra concerti e gag sui social, ecco come vivono gli italiani in quarantena

Concerti dai balconi, flash mob e video ironici sui social network: così gli italiani sdrammatizzano l'isolamento per il coronavirus

"La decisione giusta oggi, è quella di restare a casa. Il nostro futuro è nelle nostre mani. Ed è per questo che le misure fino ad ora adottate in Lombardia sono estese a tutto il territorio nazionale". Iniziava da qui, da queste parole, pronunciate dal premier Giuseppe Conte in diretta da Palazzo Chigi, una nuova stagione. Quella delle regole, della responsabilità, dei sacrifici. Quella dell'Italia "zona protetta" e del "restare a casa". È una limitazione senza precedenti. Libertà e diritti fondamentali vengono messi da parte in tutto il Paese. Uno sforzo collettivo che servirà, dicono, a fermare il coronavirus, ad evitare che il nostro sistema sanitario collassi.

Sarà questione di settimane? Di mesi? Nessuno può dirlo con precisione. Si procede per tentativi, per ipotesi. Si vive sospesi nel presente. Rinchiusi, quasi rannicchiati, nell'unico spazio di libertà concesso: le nostre case. Si può uscire, sì, ma con parsimonia. Solo per lavoro, salute o necessità stringenti. Non ci si può più incontrare, ritrovare, assembrare. Ci ritroviamo tutto d'un tratto da soli. L'animale sociale è in gabbia. Ogni giorno è alla ricerca della chiave per evadere, per rendere l'isolamento meno pesante. Saremmo in grado di sopravvivere se non esistessero i social network? Non c'è una risposta. Ma possiamo affermare con sicurezza che mai prima d'ora ne abbiamo fatto un uso così virtuoso.

Sono la nostra finestra sul mondo. Il nostro modo per dire "andrà tutto bene". Tre parole che nelle settimane dell'emergenza sono un mantra. Una mamma di Bologna le ha fatte diventare la parola d'ordine di una challenge che sta spopolando in rete. L'appello è stato raccolto da tutta Italia: da Bergamo a Catanzaro, da Como a Ragusa, passando per Modena e Roma. Intere famiglie si sono riunite in soggiorno ed hanno dipinto su carta e lenzuoli. Il risultato lo vediamo comparire sulle nostre bacheche, dalle facciate dei palazzi.

Gli stessi palazzi che ogni giorno prendono vita, sempre alla stessa ora, condecine di persone che si affacciano per cantare l'Inno di Mameli, Azzurro, Ma il cielo è sempre più blu. O anche semplicemente per ringraziare con un applauso i veri eroi di questi giorni: medici e infermieri. È un appuntamento fisso. Non ci sono liste né privé. Tutti possono partecipare. Chiara Ferragni e Fedez ormai sono degli habitué, con tanto di consolle e casse che rimbombano tra i grattaceli di design della City Life milanese.

Anche Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, si è affacciato dal balcone della sua casa romana. Chitarra alla mano ha regalato al vicinato un brano scritto appositamente per l'occasione: "Io resto a casa". "Lunghe ore passate ad aspettare che qualcuno sappia dire qualcosa che faccia sperare, che questa maledetta storia sia sul punto di finire e insieme finalmente noi domani torneremo ad uscire", canta Sangiorgi. Nel frattempo, però, si può uscire anche con l'immaginazione, come testimoniano i tanti video apparsi sul web.

Video ironici che raccontano di un Paese che non si è scoraggiato, che non rinuncia a sorridere. Scorrendo Facebook o Instagram, ad esempio, ci si può fare un'idea di come molte famiglie stiano trascorrendo questa quarantena. Tra giochi, scherzi e gag divertenti. Non c'è limite alla creatività. Gli appassionati di sport continuano ad allenarsi. Qualcuno ha scambiato il tragitto che va dal balcone alla cucina per una pista ciclabile, qualcun altro invece, pancia sullo skateboard, nuota lungo il corridoio. E per prendere una boccata d'aria? Niente paura, basta portare a passeggio un peluche. Si può anche invitare ad uscire il proprio partner senza infrangere le regole, organizzando una cena romantica in balcone. Continuando a navigare nella rete si trova di tutto.

C’è chi si allena sui tetti dei palazzi e chi corre in bici sulle terrazze condominiali. Una coppia di anziani si è accomodata sul divano. Vestiti da mare sorseggiano un aperitivo davanti al televisore che trasmette immagini di spiagge tropicali e paesaggi incontaminati. La stessa idea è venuta ad una famiglia, che ha allestito uno stabilimento balneare in soggiorno. Sono immagini che ci strappano un sorriso. Dietro c’è il sacrificio di una comunità che fa la sua parte per sconfiggere questo nemico invisibile e riappropriarsi della normalità. Allora torneremo a confrontarci con le piccole difficoltà di tutti i giorni, con la consapevolezza di avere una marcia in più.

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