Conte e Mattarella contro la Bce, Consob vieta vendite scoperte

Dopo la bufera sulle parole di Lagarde e il crollo di Piazza Affari, intervengono i vertici dello Stato e la Consob

La Bce oggi ha fatto una scelta. Una manifestazione di volontà che è ricaduta sulla Borsa, che è crollata. Abbiamo già raccontato di come quella odierna sia stata tra le peggiori sedute della storia d'Europa. Il conto è già stato fatto: il Vecchio continente ha perso 790 milardi, mentre Milano è stata costretta a registrare la peggior chiusura di sempre: l'indice Ftse Mib ha chiuso a -16,92%. Ma le istituzioni italiane, questa volta, hanno reagito. E lo hanno fatto mediante le medesime considerazioni.

La bufera sembra essere appena iniziata, tanto dal punto di vista mediatico-politico quanto, forse, sul piano economico. Dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono arrivate quelle del premier Giuseppe Conte, che nella tarda serata di oggi ha voluto commentare la presa di posizione di Christine Lagarde, dunque della Banca centrale europea, che non è disponibile a stoppare l'incremento del noto differenziale. La presidente della Bce, nella giornata di oggi, ha in sintesi fatto intendere come l'ente che presiede non sia incline, ma neppure deputato, almeno sulla base delle sue dichiarazioni, a frenare lo spread. La Lagarde ha detto questo ed altro. E le istituzioni italiane, che devono gestire la crisi dovuta al Coronavirus, hanno replicato in maniera compatta.

La mossa della Lagarde che spiazza l'Italia

La Lagarde è stata chiara: la pandemia dovuta al coronavirus può di sicuro rappresentare una "nuova fonte di rischio per prospettive di crescita in Ue". E quindi la Bce prenderà delle contromisure, tra cui la disposizione di 120 miliardi, che saranno messi in campo per coprire l'acquisto dei titoli. Poi verranno predisposti dei rifinanziamenti a lungo termine per le banche. La Bce, poi, proverà a fare qualcosa per il sostegno all'impresa. Ma il vero focus di fondo, il tema che può aver sconvolto i piani degli investitori, è quello che riguarda il mancato sanamento dello spread. E su questo la Lagarde non sembra disposta a sentire ragioni.

La reazione del presidente Mattarella

Il presidente della Repubblica non ha tergiversato: poco dopo l'emersione delle frasi di Christine Lagarde, Sergio Mattarella ha tagliato corto, mediante una nota stampa che può pure non essere commentata, tanto è chiara: "L'Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell'Unione europea", ha premesso il Capo dello Stato. Mattarella ha posto l'accento sul fatto che il nostro Paese "si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l'azione". Il capo dello Stato, insomma, ha richiamato l'Europa alle sue responsabilità, che non possono essere derogate in questa fase così complicata per la nostra storia nazionale.

L'invettiva del premier Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte ci ha messo poi del suo, dichiarando quanto segue: "In questo momento di grande difficoltà stiamo collaborando con gli altri paesi e con le istituzioni dell'Unione europea per garantire la salute dei cittadini. In un tale contesto non tollereremo atteggiamenti che interpretino i nostri interventi secondo logiche formali ed astratte, senza tenere conto dei bisogni reali dei cittadini". Sembra insomma che l'esecutivo abbia individuato un limite non oltrepassabile. Il presidente del Consiglio, stando pure a quanto riportato dall'Agi, è stato piuttosto chiaro nel rivolgersi alle sovraistituzioni europee: "L'Europa - ha aggiunto il premier - richiede ai Paesi membri misure decise al fine di contrastare efficacemente l'emergenza sanitaria. In particolare il compito della Banca Centrale deve essere quello non di ostacolare, ma di agevolare tali interventi, creando condizioni finanziarie ad essi favorevoli. Ci aspettiamo politiche e comportamenti dalla Banca Centrale e da tutte le istituzioni europee all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte".

Si tratta di toni simili a quelli utilizzati dal presidente Sergio Mattarella, che ha posto l'accento sulla necessità di "solidarietà" e che ha ricordato come gli "ostacoli". Ma poi è arrivata un'ulteriore novità.

Il divieto della Consob

La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha disposto che nessuna vendita potrà essere operata allo scoperto in relazione ad 85 titoli. Anche questa notizia è stata ripercorsa dall'Agi. L'elenco dei titoli interessati dal divieto è già stato diramato: "Ascopiave; Lazio; Poste Italiane; A2A; Italgas; Exor; Banco BPM; Snam; Amplifon; Campari; Fiat Chrysler Automobiles; Banca Generali; Buzzi Unicem; Prysmian; Enel; Leonardo; Salvatore Ferragamo; Ubi Banca; Atlantia; Mediobanca; StMicroelectronics; Moncler; Cnh Industrial; Finecobank; Nexi; Generali; Recordati; Pirelli & C; Juventus Football Club; Tenaris; Intesa Sanpaolo; Unicredit; Saipem; Hera; BPER Banca; Terna; Azimut Holding; Eni; Unipol; Telecom Italia; Ferrari; Covivio; Sanlorenzo; Technogym; Dovalue; Dè Longhi; Banca Ifis; Fila; Anima Holding; Cerved Group; Fincantieri; Cairo Communication; Ovs; Inwit; Acea; Maire Tecnimont; Tod's; Cattolica Assicurazioni; Iren; Reply; El En; Datalogic; Biesse; Telecom Italia Rsp; Ima; Geox; Mediaset; Igd - Immobiliare Grande Distribuzione ; Interpump Group; Marr; Autogrill; Erg; Tamburi Investment Partners; Piaggio & C; Banca Monte Paschi; Siena; Mondadori Editore; Credito Valtellinese; Banca Popolare Sondrio; Falck Renewables; Astm; Salini Impregilo; Zucchi".

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