Coronavirus

Coronavirus, 20enne di Taiwan contagiato: era appena stato in vacanza in Italia

Aveva visitato il nostro Paese con i suoi genitori, dal 26 gennaio al 1° febbraio. E ora si ricostruiscono le tappe del loro viaggio per controllare tutti i luoghi da loro visitati

Coronavirus, 20enne di Taiwan contagiato: era appena stato in vacanza in Italia

Il coronavirus a questo punto comincia a fare davvero paura a Roma e a tutta l’Italia. Due le notizie che fanno tremare. La prima parla di un ragazzo di 20 anni, il 17° caso di coronavirus a Taiwan, l’altra invece riguarda una coppia, marito e moglie 50enni, partiti da Taipei, che sono stati in visita in Italia. Le date di entrambi i casi coincidono. I turisti sarebbero arrivati su suolo italiano il giorno 22 gennaio e poi ripartiti lo scorso 1° febbraio. In tutti e due i casi il volo che li ha portati in Italia aveva fatto scalo a Hong Kong, così come il volo scelto per il ritorno a casa. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale a Taiwan il 5 febbraio, mentre marito e moglie il giorno precedente, martedì 4. Tutti e tre sono risultati positivi al test di 2019-nCov. Presumibilmente avrebbero tutti contratto il virus durante il viaggio di andata.

Ricostruire le tappe del viaggio

Le autorità italiane stanno già facendo controlli a tappeto su tutto il territorio nazionale per ricostruire le tappe toccate nei due viaggi. In modo da scongiurare il rischio di altri contagi. Questo dovrebbe essere però un rischio evitato visto che l’incubazione del coronavirus è di 14 giorni e il loro arrivo in Italia risale a 19 giorni fa, mentre la loro partenza a nove. Da allora nessun altro caso allo Spallanzani di Roma, a parte i tre ricoverati, due cinesi e un italiano, tutti provenienti da Wuhan. Le forze dell’ordine sono adesso in contatto con le autorità di Taiwan per ricostruire tutti gli spostamenti del gruppo e in che modo si siano spostati nel nostro Paese, se a bordo di pullman o di treni.

Arrivati in Italia avevano già contratto il coronavirus

I sintomi del 20enne si sarebbero comunque manifestati il 26 gennaio, giorno in cui è iniziata la tosse, e peggiorati poi il 28 con l’arrivo della febbre. Proprio per questo motivo il ritorno a casa il 1° febbraio. Non si è ancora riusciti a capire da quale aeroporto sia decollato il volo che ha riportato in patria la famiglia, scalo nel quale nessun controllo si sarebbe accorto che il ragazzo era febbricitante. Fatto sta che, secondo le ricostruzioni, sia il ragazzo che la coppia nel momento in cui si trovavano in Italia erano già infetti.

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