Coronavirus, la Baviera adesso dichiara lo "stato di catastrofe"

La misura del governo del land tedesco ha come obiettivo quello di introdurre norme ispirate al modello italiano per il contenimento del coronavirus

Adesso anche la Baviera, anticipando gli altri land tedeschi, ha deciso di adottare le misure italiane per il contenimento dell’epidemia da coronavirus.

Il governo con sede a Monaco di Baviera ha dichiarato ufficialmente lo “stato di catastrofe”, il quale implica la sospensione di ogni attività all’aperto, dai negozi ai bar, passando per tutti i locali destinati all’erogazione di servizi considerati non essenziali. Già da alcuni giorni erano invece chiuse le scuole e diversi uffici pubblici.

Una stretta quindi, ispirata al modello applicato nel nostro paese. E questo perché nella regione più meridionale della Germania i casi oramai si apprestano a sfondare quota 1.000: “Abbiamo adottato questo provvedimento – ha confermato il governatore della Baviera, Markus Soeder – Per contenere il coronavirus, è l’unico modo per evitare problemi”.

La dichiarazione dello stato di catastrofe, così come rivelato da fonti di stampa locali, servirà anche a sbloccare i primi dieci miliardi di Euro per iniziare ad affrontare l’emergenza. I fondi, in particolare, dovrebbero essere destinati al sostegno dell’economia bavarese e soprattutto di tutte quelle piccole e medie imprese costrette a chiudere i battenti per via delle misure di contenimento del virus.

Il provvedimento preso dal governo di Monaco, entrerà in vigore gradatamente tra martedì e mercoledì: nel giro delle prossime 48 ore dunque, i bavaresi dovranno adeguarsi alle misure restrittive che dureranno per un periodo indefinito, fino a quando l’emergenza non sarà dichiarata cessata.

Come detto ad inizio articolo, il land è il primo a dichiarare l’emergenza: nel resto della Germania comunque, sono già in vigore alcune misure restrittive, seppur non stringenti come quelle applicate in Italia e quelle previste con l’ultimo decreto in Baviera.

Crescono tuttavia le pressione affinché il governo federale estenda a tutti i land le misure ispirate al modello italiano e, molto probabilmente, la mossa dell’esecutivo regionale di Monaco potrebbe dare modo ad Angela Merkel di pensare ad un provvedimento volto ad allineare le normative anti Covid-19 in tutto il territorio tedesco.

La misura voluta dalla Baviera ha suscitato particolare curiosità nelle scorse ore proprio perché, specialmente negli ultimi giorni, diversi studi avrebbero confermato che il primo focolaio italiano potrebbe aver avuto origine proprio da questa regione: “Un agghiacciante unico caso di una persona che si è infettata a Monaco di Baviera da una signora cinese. E' questa la sventura che ha colpito tutta la cosiddetta prima zona rossa. Tutta l'epidemia viene da lì”, ha dichiarato a Radio1 il dottor Massimo Galli, primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano.

“Questo primo contagio ha consentito al virus di espandersi in quattro settimane – ha proseguito Galli – nonostante siamo stati i primi a chiudere i voli dalla Cina, siamo stati presi alle spalle da un contagiato tedesco”.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

MammaCeccoMiTocca

Lun, 16/03/2020 - 14:08

Ci hanno schifati da sempre, ci hanno snobbati, ci hanno derisi, ci hanno anche boicottati, ed ora prendono lezioni da noi. Per quanto mi riguarda li lascerei copiare solo ciò che apprendono dai canali di informazione e sarebbe già troppo. Tutto il resto segreto di stato. Si dovrebbero arrangiare visto che ci hanno schifati da sempre, ci hanno snobbati, ci hanno derisi, ci hanno anche boicottati.

ROUTE66

Lun, 16/03/2020 - 14:58

NOOOOO ANCHE LA BAVIERA VA PER CONTO SUO. CHE PECCATO MORTALE NON SI PUò,deve rispettare i tempi di (ROMA) PARDON BERLINO