Coronavirus, Bertolaso: "Paziente Covid in rianimazione? L'ospedale prende 2000 euro..."

Ogni paziente Covid che finisce in terapia intensiva frutterebbe all’ospedale in media 1.500 euro, arrivando anche a 2mila

Coronavirus, Bertolaso: "Paziente Covid in rianimazione? L'ospedale prende 2000 euro..."

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, che si è prestato anche come consulente per Regione Lombardia, realizzando l’Ospedale Covid in Fiera a Milano, ha spiegato all’Adnkronos Salute che "per ogni paziente Covid in rianimazione gli ospedali incassano fino a 2000 euro. La tariffa, in media, è di 1500 euro, poi ci sono quelli che incassano 2000. E quelli che ne incassano mille".

Bertolaso: "Fino a 2mila euro per ogni paziente"

Bertolaso ha tenuto a precisare che si tratta di tariffe che vengono stabilitre da Regione a Regione e che sono riferite a letti di terapia intensiva e alle rianimazioni. I dati, secondo quanto reso noto dallo stesso Bertolaso provengono da uno studio effettuato dall’Università Cattolica di Milano.

Il realizzatore di due ospedali Covid, quello alla Fiera, adesso osannato ma mesi fa criticato, e quello a Civitanova Marche, non ha mai smesso di fare chiarezza sull’emergenza Covid che ha investito il nostro Paese. Anche andando dichiaratamente contro il governo, prima ripercorrendo l’operato del Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, Domenico Arcuri, e poi puntando il dito su chi l’ha messo a ricoprire quel ruolo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Le critiche ad Arcuri

Bertolaso, in una intervista a La Verità, aveva infatti affermato che “nella prima ondata siamo stati tempestivi, nella seconda hanno dormito. Dobbiamo subito fermarci per un mese, la situazione purtroppo è destinata a peggiorare”.

Molto critico nei confronti di Arcuri, che a parer suo non sta svolgendo bene il ruolo che gli compete, dato che, anche con le 5mila terapie intensive promesse non risolveremmo comunque il problema perché, come ha sottolineato Bertolaso, manca il personale. Che non è stato né assunto né formato. Anche i 300mila tamponi al giorno promessi, si sarebbero dovuti fare a maggio. Durante l'intervista aveva inoltre fatto un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Serve una persona come lui che spieghi la necessità del lockdown e che proponga un patto per un mese soltanto: chiudiamo ora per aprire il primo dicembre, per le attività prenatalizie. Può ancora funzionare”.

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