Coronavirus in Lombardia, i numeri tornano a salire

In Lombardia, 402 decessi in più e oltre 30mila positivi. A Milano città i contagiati sono 2.297 (+121): un dato che sembra mostrare un freno

Dopo due giorni di dati in calo, in Lombardia i numeri tornano a salire. "Quelli di ieri erano numeri anche fin troppo positivi. I dati non vanno guardati giorno per giorno, ma in un arco di tempo più ampio", ha spiegato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Il numero dei positivi supera quota 30.000: sono 1.942 i casi in più in regione che portano il totale a 30.703. "È in crescita rispetto ai +1.565 di ieri", ma in netto "calo rispetto ai +3.200 di due giorni fa", ha dichiarato l'assessore spiegando che "probabilmente questo dato un pochino più alto è dato dal fatto che i dati di Monza sono stati consegnati oggi". I ricoverati hanno raggiunto un totale di 9.711 (+445), mentre le persone in terapia intensiva hanno toccato quota 1.194 (+11). Sono 1.500 i posti di terapia intensiva raggiunti in Lombardia, con una crescita del 110% rispetto a quelli disponibili all'inizio dell'emergenza. I guariti dall'inizio dell'emergenza coronavirus sono stati 6.657, con 600 persone che sono state dimesse nelle ultime 24 ore. La vittime sono 402 in più per un totale di 4.178. "Continuano a crescere in maniera importante i decessi. Non c'è oggi una cura e un vaccino", ha affermato Gallera.

Sono ancora Bergamo e Brescia le province della Lombardia più colpite dal coronavirus. Nella provincia di Bergamo, si segnala una crescita dei positivi di 257 unità per un totale di 6.728 casi. "Una crescita in linea con quella di ieri quando erano stati registrati 255 casi in più", ha spiegato Gallera. Nel Bresciano, sono 6.298 i malati di coronavirus, 393 in più in 24 ore. Aumento di 324 anche a Monza: lunedì erano stati 22 i casi. Gallera ha infatti spiegato che ieri non erano stati caricati tutti i dati dai laboratori. "La provincia di Milano ha raggiunto i 5.701 casi di coronavirus, 375 rispetto a ieri. Milano città invece è arrivata a quota 2.297, 121 più di ieri. La crescita registrata ieri era di 137 unità. A Milano, visti i dati di venerdì e giovedì, il rischio era che potesse esplodere in modo ampio il contagio, invece abbiamo una piccola riduzione. I milanesi stanno riuscendo, comportandosi in maniera rigida e responsabile, a contenere il contagio", ha continuato l'assessore. "A Codogno 'zero nuovi casi'".

La delibera approvata oggi dalla Giunta regionale della Lombardia ha anche un capitolo che "prevede un monitoraggio clinico anche degli operatori sanitari", aveva annunciato nel pomeriggio Gallera. "Prima del turno di lavoro - aveva spiegato in una nota - sarà rilevata la temperatura corporea e qualora questa superi i 37,5 verrà richiesto il tampone naso-faringeo per ricerca di Sars-CoV-2 e l'allontanamento dal luogo di lavoro con sospensione dell'attività lavorativa". Anche per gli operatori sanitari "è prevista la possibilità di usufruire di strutture ricettive messe a disposizione dalla Regione, qualora non potessero effettuare l'autoisolamento al proprio domicilio".

L'incubo del coronavirus "finirà, perché anche le notti piu buie alla fine hanno una bella alba. Mi chiedo tutti i giorni quando finirà - ha concluso Gallera -. Tutte le mattine spero che siano dati che ci aiutino a vedere una luce sempre più forte in fondo al tunnel. C'è un trend di rallentamento ma questo significa che dobbiamo essere ancora più determinati. Il traguardo non è lontano. Ognuno di noi deve continuare a rispettare le restrizioni".

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Commenti
Ritratto di ConteRaffaelloMascetti

ConteRaffaelloM...

Mar, 24/03/2020 - 19:31

Bisognerebbe capire il motivo di questa anomalia in Lombardia con una mortalita' molto di piu' alta del resto d'Italia.

cgf

Mar, 24/03/2020 - 19:31

Non illudete, due o anche quattro giorni di calo non significa nulla, solo con almeno 10 giorni di progressivo calo possiamo parlare di inversione di tendenza ed avvio [lento] alla normalità

Ritratto di giùalnord

giùalnord

Mar, 24/03/2020 - 19:50

ConteRaffaelloM... Mar, 24/03/2020 - 19:31 Semplice:10 milioni di residenti lombardi con comuni tutti confinanti o limitrofi,con gente iperdinamica che si sposta da un punto all'altro il contagio prende molte scorciatoie. Viceversa nel sud,per esempio in Sicilia,coi sui 5 milioni di residenti,ove i comuni sono distanziati da decine di km,è normale che il contagio subisce un rallentamento rispetto alla Lombardia.