Non c'è più tregua per Milano: continuano a salire i contagi

I numeri della regione più colpita dal coronavirus continuano ad oscillare. Ad oggi sono 13.106 le vittime (+166). Oltre 200 nuovi casi a Milano

Non c'è più tregua per Milano: continuano a salire i contagi

I numeri in Lombardia continuano ad oscillare. I dati, in calo rispetto alle ultime settimane, sono ancora molto alti. Dall'inizio della diffusione del coronavirus in regione, sono stati registrati 71.256 casi, con 1.091 positivi in più rispetto a ieri quando l'aumento sul giorno precedente era stato di 1.073.

Buone notizie sul fronte ospedaliero: i ricoverati sono 8.791 (401 in meno rispetto a ieri), mentre in terapia intensiva ci sono 756 pazienti, 34 in meno rispetto a ieri. 1.162 i dimessi per un totale di 45.382. "Alcuni reparti ospedalieri stanno già ricostituendo l'ordinario, ovvero le sale operatorie che erano state adibite a terapia intensiva e riportate alla loro ordinarietà, anche se non è così per tutti. Sono dati che ci fanno pensare che c'è un forte alleggerimento per quanto riguarda gli ospedali e questo è positivo. Per questo è più di una settimana che stiamo pensando alla cosiddetta fase 2 anche alla luce di questi dati", ha spiegato l'assessore agli Enti locali di Regione Lombardia, Massimo Sertori, nel corso della consueta diretta Facebook per gli aggiornamenti sull'emergenza coronavirus.

In lieve diminuzione, ma ancora molto elevato, il numero dei morti. Nelle ultime 24 ore in regione si sono registrati 166 decessi che portano il totale delle vittime a 13.106 (ieri +200).

Continua a preoccupare la situazione di Milano dove sono nuovamente aumentati i contagi. In provincia i positivi sono 17.689, 412 più di ieri quando si erano registrati 277 casi sul giorno precedente. In città i casi sono saliti a quota 7.467 (+246, mentre ieri l'incremento era stato di 105). Per quanto riguarda le altre province più colpite, a Bergamo i casi di coronavirus sono arrivati a quota 11.002: rispetto a ieri, la crescita è di 56 unità. A Brescia invece si sono accertati 167 nuovi casi e il totale è arrivato a 12.475.

"Non possiamo stare in lockdown fintanto che non sarà sparito completamente il virus: bisogna trovare un giusto equilibrio tra quello che è un'esigenza sanitaria, che è ovviamente prioritaria, e il mondo dell'economia, altrimenti non riusciamo ad andare avanti", ha spiegato poi l'assessore. "Per questo - ha proseguito Sertori - stiamo sollecitando il governo perché si stabilisca chi dovrà iniziare a lavorare dopo il 4 maggio non in base ai codici Ateco, ma in base a chi sarà in grado i ottemperare alle disposizioni dettate dalla sanità". Infine ha aggiunto: "Mi pare che questo abbia una coerenza con il fatto che, comunque, dobbiamo convivere con il virus".