Mascherine, gadget e dolci: così l'Italia esorcizza la paura

In Italia una serie di prodotti curiosi e simpatici per rendere meno pesante il clima che si è venuto a creare

Si prova ad esorcizzare la paura del contagio, con un occhio anche ai possibili guadagni. Il Coronavirus ha stuzzicato la fantasia di imprenditori e di artigiani, soprattutto del comparto alimentare, che si sono divertiti ad ironizzare sul Covid-19, sfornando una serie di prodotti curiosi e simpatici per rendere meno pesante il clima che si è venuto a creare in Italia fin dai primi contagi. La palma dell’originalità va sicuramente a un gioielliere napoletano, Massimo Argentiere, che si è inventato la mascherina protettiva con la raccomandazione divina.

Nonostante i virologi abbiamo spiegato più volte che si tratta di un semplice palliativo, c’è stata la corsa ad acquistarle, facendo terminare le scorte un po’ dovunque. L’orafo della città partenopea ha pensato di creare una mascherina con la scritta: “C’a Maronna t’accumpagna”. Su quella che in realtà è una bandana c’è l’immagine di un ragazzo in sella ad una Vespa, che porta come passeggero alle spalle la Madonna. L’idea ha avuto un successo così fragoroso che il gioielliere ha deciso di realizzare anche le magliette con lo stesso simbolo.

Rimanendo in Campania, il maestro pasticciere di Carinaro, nel Casertano, Luigi Conte, ha prodotto il dolce Coronavirus. Farcito con crema al limone e caratterizzato da un affogato cuore alla fragola, vuole trasmettere a chi lo assaggia sia un senso precauzione (giustificato dalla presenza del limone che - da come ci suggerisce il mastro pasticciere - è un disinfettante, sia un senso di umanità (simboleggiata dal cuore alla fragola) che, in momenti come questi, non deve mai venire a mancare. Il tutto è ricoperto da una luminosa glassa e da simpatiche sporgenze rosse in zucchero.

I primi a irridere il Coronavirus erano stati alcuni pasticcieri liguri. Un biscotto di pastafrolla, un cuore di crema al caffè coperto da cioccolato bianco e gocce di zucchero rosso al prezzo di 1 euro e 50 centesimi creato dagli artigiani di uno storico locale del centro di Genova. I pasticcini, dicono al Caffè amato da Sandro Pertini, sono andati a ruba. Così come i dolcetti “Amuchina” in provincia di La Spezia.

Non poteva mancare la pizza, sempre a Napoli, realizzata con broccoli e sbriciolata di salsiccia. Dietro queste idee c’è il tentativo di sdrammatizzare una situazione molto seria, ma si tratta anche di trovare un modo per rasserenare l’anima. I piccoli imprenditori non si nascondono: confermano che l’operazione è anche commerciale, d’altronde il loro mestiere è vendere e ogni stratagemma è consentito per arrivare ai risultati sperati.

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