Coronavirus, Salvini: "I sistemi di controllo non hanno funzionato"

Il leader leghista commenta l’emergenza virus cinese: "Qualcosa non ha funzionato nei sistemi di prevenzione"

Coronavirus, Salvini: "I sistemi di controllo non hanno funzionato"

"Non vorrei le polemiche, non penso ai barconi e ai barchini, ma penso ai controlli su chi entra ed esce dall'Italia: evidentemente qualcosa non funziona". Così Matteo Salvini commenta il primo caso di contagio da coronavirus in Italia, a Codogno (Lodi), in Lombardia.

Il segretario della Lega ha parlato agli organi di stampa a Casaleggio di Reno, in provincia di Bologna, dove si è recato questa mattina in provinciaper sostenere l'amministrazione locale e la polizia nella battaglia per scongiurare la chiusura della caserma della Stradale. A margine della puntata in Emilia-Romagna per esprimere solidarietà alle forze dell'ordine, l’ex titolare del Viminale si è espresso sull’emergenza del virus cinese.

Queste le sue parole in merito: "Non do colpe a tizio e caio, però è fondamentale che, da oggi (se non l’hanno già fatto ieri), chiunque entri in Italia, con qualunque mezzo di trasporto, dalla zattera all'aeroplano, venga controllato. E, se viene da alcune zone, venga isolato per quindici giorni. Come fanno altri paesi. Se sono tre casi, sono tre casi, ma noi abbiamo visto che purtroppo questa bestia è virale". Il governo italiano, ricordiamolo, aveva proclamato lo stato di emergenza sanitaria, chiudendo il traffico aereo con la Cina. Ma, a quanto pare, le misure non sono bastate: il coronavirus è arrivato anche in Italia.

Al capannello di giornalisti, il leader leghista ha aggiunto: "Adesso rientro velocemente a Milano per l'emergenza coronavirus, farò un salto in Regione, a ora di pranzo, perché la situazione è preoccupante, perché, non sta a me dirlo, non c'è un contagiato ma più di uno, tutti localizzati nella stessa località e il problema è che erano in giro da giorni, in Lombardia e non solo…".

A seguire, sui propri canali, Matteo Salvini ha affondato il colpo: "A proposito di chi entra nel nostro Paese, da inizio anno gli sbarchi sono passati da duecento e duemila! Alla faccia dei controlli, della tutela della sicurezza e della salute degli Italiani. Con l'emergenza xoronavirus che purtroppo rimane alta e preoccupa, un governo serio dovrebbe intensificare i controlli su chi arriva in Italia, non proporre la politica dei porti aperti. A me sembra solo buonsenso…".